Agricoltura e Covid-19. Il Piemonte si prepara alla crisi che verrà. Marco Protopapa (Regione): «Chiederemo aiuti e sgravi a Stato e Banche e un fondo per rilanciare immagine e prodotti. Oggi ripresa più lontana».

inserito il 7 Marzo 2020

In tempo di Coronavirus Marco Protopapa, acquese, assessore della Regione Piemonte all’Agricoltura non cede alla facilità di messaggi rassicuranti e dice: «La situazione è seria. Ho ricevuto input da molti settori agricoli (in questi giorni, ad esempio, ci sono state richieste precise alla Regione da parte delle cooperative vitivinicole ndr) e, inoltre, in queste settimane abbiamo registrato la chiusura di eventi e fiere a livello internazionale e nazionale. Tuttavia – avverte l’assessore – le ripercussioni sulle nostre filiere agroalimentari e sugli indotti che ne dipendono, dobbiamo aspettarcele quando sarà finita questa fase emergenziale che ancora, però, non sappiamo quando finirà».
È un quadro in divenire quello che presenta l’assessore e non porrebbe essere diversamente visto che anche questa mattina, sabato 7 marzo, si rincorrono notizie di ulteriori restrizioni alla mobilità del Paese per limitare i contagi da Covid-19.
In questo senso Protopapa ammette preoccupazione: «Ci sono timori per la ripresa di tutti i comparti agroalimentari piemontesi che si attendono uno stop produttivo e di conseguenza finanziario con grave sofferenza finanziaria».
Quindi?
«Come Regione e Assessorato stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti per arginare una crisi che oggi intravediamo e che arriverà di sicuro tra alcuni mesi. Al primo punto ci sono gli aiuti e gli sgravi, sui fronti contributivo, commerciale, programmatico, per agevolare la liquidità delle aziende, piccole, medie o grandi che siano. Stiamo mettendo in atto richieste al Governo e al mondo del Credito affinché applichino le misure di aiuto sufficienti in modo che le imprese superino le difficoltà che questo periodo comporterà per i prossimi mesi».
In progetto lo slittamento dei pagamenti di mutui e prestiti, accesso super agevolato al credito, azzeramento degli interessi e dei contributi previdenziali, azioni forti per supportare il mondo agri-imprenditoriale. Basteranno?
«No – ammette Protopapa -. C’è da fare un grande lavoro di ripristino dell’immagine del made in Italy, e dunque anche del made in Piemonte, che è stato messo in dubbio e compromesso da questa infezione, penso alla sciagurata “ironia” fatta sulla pizza italiana e alle discriminazioni a danno degli italiani e delle produzioni del nostro Paese a cui stiamo assistendo in tutto il mondo. In questo senso l’dea è quella di predisporre un fondo, il cui valore è ancora prematuro indicare, per rilanciare in Italia e nel mondo le agro-eccellenze piemontesi. La comunicazione in questo senso deve essere immediata ed efficace».
E a proposito di comunicazione come sta vivendo Marco Protopapa l’emergenza?
«Non sono preoccupato per il contenimento del virus. L’Italia e il Piemonte stanno facendo bene e tutto quello che è possibile, anche se forse ci sono stati allarmismi che avrebbero potuto essere evitati. Usciremo da questa epidemia, non c’è dubbio. Mi preoccupa ciò che verrà dopo, la lunga strada che dovremo fare per rialzarci. Non sarà facile, ma lo faremo e noi come Regione stiamo predisponendo il necessario per limitare nel tempo una ripresa che è vitale per tutta l’economia piemontese e non solo per quella agricola».

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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