Anche ad Asti il tartufo vuol dire Alba. L’ente fiera albese chiamata a firmare la festa della città di Alfieri nel nome di un patto di territorio. Con la benedizione di tutti

inserito il 5 novembre 2018

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Qualcuno parla di un patto virtuoso nel nome della trifola piemontese, altri di una scelta che rischia di far perdere l’identità astigiana, i più pragmatici assicurano che fosse l’unica possibilità che aveva la città di Asti per conservare e sviluppare la sua fiera del tartufo.
Fiera che ora si chiamerà “Asti Palazzi del Gusto – i mille profumi del Monferrato”, si volgerà dal 17 al 18 novembre e porterà la firma, con un pool di enti come Comune di Asti, Fondazione cassa di Risparmio di Asti, Consorzi dell’Asti e della Barbera, Regione Piemonte, Fondazione Asti Muesei, Confcommercio e Associazione albergatori e ristoratori astigiani, anche del Centro Studi sul Tartufo e soprattutto dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, organismo che da anni organizza la manifestazione di Alba che è in corso proprio in questi giorni.
Insomma, Asti chiede aiuto ad Alba per rilanciare la sua fiera “odorosa” che da un po’ di edizioni mostrava la corda.
E cosa c’è di meglio per farlo, sia detto senza alcuna ironia, che rivolgersi a professionisti del marketing territoriale che in una trentina d’anni sono passati dall’immagine de La Malora di Fenoglio ai fasti delle Langhe con gioielli universalmente riconosciuti come Barolo, Barbaresco, Nebbiolo oltre che, naturalmente, i tartufi?
In più c’è il riconoscimento Unesco che, nato come candidatura nell’Astigiano (a Canelli per l’esattezza), ha trovato nell’Albese maggior sponda e terreno fertile che in altre aree.
Bene, partendo da tutti questi presupposti e mettendo da parte rivalità e campanilismi, Asti e Alba si riavvicinano, con la capitale astigiana in cerca di riqualificazione e la patria della Nutella ben disposta a fare una mano ai “cugini”.
La “road map” di questo riavvicinamento è cominciata mesi fa con il concerto di fine anno sponsorizzato dal Consorzio dell’Asti, allestito ad Asti da Collisioni, la società che organizza l’omonimo festival a Barolo. Poi c’è stata la Dolce Valle, rassegna di varie “dolcezze” tra dolci, vini e miele, organizzata tra Alba ed Asti. Quindi numerosi abboccamenti tra i rispettivi sindaci e rappresentanti politici astigiano-albesi e, infine, ma non per ultima, è stata avviata la fusione tra le due Atl, le agenzie territoriali per il turismo, che darà origine a un ente turistico unico dedicato a una parte del sito Unesco Lange-Roero e Monferrato, con gli alessandrini che un po’ se la sono presa, ma che porrebbero essere cooptati in tempi brevi nel nuovo organismo.
Torniamo, però, a parlare di fiera del tartufo di Asti.
Lo facciamo nelle interviste che pubblichiamo qui sotto al Maurizio Rasero e a Loretta Bologna, rispettivamente sindaco di Asti e assessore al Turismo per il Comune astigiano, a Liliana Allena, presidente dell’Ente Fiera di Alba e Mario Sacco, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. Hanno parlato anche i presidenti dei Consorzi della Barbera e dell’Asti, Filippo Mobrici e Romano Dogliotti, e Bruno Violato in rappresentanza di albergatori e ristoratori astigiani.
Di seguito anche una galleria di immagini della conferenza stampa di presentazione che si è svolta oggi (5 novembre) nella sala degli Specchi di Palazzo Ottolenghi ad Asti e il programma della due giorni astigiana dedicata al prezioso fungo ipogeo.
Immagini video e fotografiche sono di Vittorio Ubertone. Buona visione e buona lettura.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)


Il programma

Sabato 17 e domenica 18 novembre i palazzi storici di Asti spalancano le proprie porte ai sapori e ai profumi del Tartufo Bianco d’Alba e dei vini presentati dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal Consorzio dell’Asti DOCG. Un’occasione per approfondire la conoscenza dei prodotti d’eccellenza dell’autunno piemontese attraverso show cooking, analisi sensoriali e wine tasting, ma anche incontri di formazione, un convegno scientifico sul Tuber magnatum Pico e imperdibili opportunità d’acquisto alla mostra mercato del tartufo e, nella giornata di domenica, alla Fiera regionale del Tartufo.

La ricca programmazione della due giorni inaugura sabato 17 novembre alle ore 11 a PALAZZO MAZZETTI con l’incontro “Tartufo: gestione di un patrimonio” a cura del Centro Nazionale Studi Tartufo e della Regione Piemonte, in collaborazione con IPLA (Istituto Piante da Legno e Ambiente). Come si gestisce un patrimonio naturale eccellente? Come si coniugano ricerca scientifica e applicazioni pratiche? Attraverso il case study del Tartufo Bianco d’Alba questo incontro presenta le buone pratiche piemontesi e le prospettive future. Si attendono interventi dai migliori esperti dei Centri di Ricerca Italiani per un confronto sui diversi ambiti di tutela e sviluppo del patrimonio tartufigeno italiano.PALAZZO ALFIERI per due giorni dalle 10.00 alle 19.00 sarà la sede del “Mercato del Tartufo”, uno spazio unico dove acquistare il Tuber magnatum Pico con gli standard qualitativi garantiti dalla Commissione Qualità che si occupa di controllare ogni singolo esemplare di Tartufo Bianco d’Alba. Ciascun tartufo sarà certificato offrendo così qualità e sicurezza d’acquisto. Lo “Sportello del Consumatore” presieduto dai Giudici del Controllo Qualità sarà a disposizione nel corso di tutta la durata del Mercato per informare i consumatori sui loro diritti di acquisto, raccogliere segnalazioni e fornire consigli sulla conservazione e sul consumo del tartufo.

Sempre all’interno di Palazzo Alfieri un’elegante sala sarà allestita per i Foodies Moments, ovvero gli show cooking dove – alle ore 11.00 e alle 17.30 – il Tartufo Bianco d’Alba incontra la cucina d’autore. Guidati da chef e cuochi provenienti dal territorio astigiano, fra cui Enrico Trova (OSTERIA DEL DIAVOLO – ASTI) e Giuseppe Palermino (RISTORANTE LA BRAJA – MONTEMAGNO) questi momenti di cucina-spettacolo sono una vetrina sul gesto creativo che anima le migliori cucine del Paese nella creazione di piatti in cui il Tartufo Bianco è protagonista.
La partecipazione ai Foodies Moments è su prenotazione sul sito dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba www.fieradeltartufo.org

I meravigliosi spazi di Palazzo Alfieri ospitano inoltre – domenica 18 novembre alle ore 16.00 – la premiazione del “miglior piatto” e del “miglior tartufo” in collaborazione con l’Associazione ATAM – Associazione Trifulao Astigiani e Monferrini in presenza delle autorità locali e regionali e dei rappresentanti degli Enti ed Associazioni coinvolti nel progetto.
In occasione dell’evento, Palazzo Alfieri custodirà le opere fotografiche di Mark Cooper, grande fotografo inglese che da anni vive in Piemonte, che per l’occasione presenterà il suo progetto “Earthscapes – L’arte del Paesaggio”.

La Sale degli Specchi di PALAZZO OTTOLENGHI sarà la meta dei gourmet per esperienze immersive in cui scoprire le caratteristiche organolettiche del Tuber magnatum Pico e dei pregiati vini di Monferrato, Langhe e Roero. Sabato 17 e domenica 18 novembre alle ore 11.00 appuntamento con le Analisi Sensoriali del Tartufo guidate dai giudici di Analisi Sensoriale del Centro Nazionale Studi Tartufo mentre sabato 17 e domenica 18 novembre alle ore 15.00 e alle 17.30 è il momento delle Wine Tasting organizzate in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e con il Consorzio dell’Asti DOCG. Anche per la partecipazione a questi appuntamenti è necessario prenotarsi sul sito www.fieradeltartufo.org.

Nel corso di tutta la settimana, dal 13 al 18 novembre, alcuni tra i migliori ristoranti del territorio astigiano proporranno speciali cene a base di Tartufo Bianco d’Alba accompagnate dai vini delle cantine aderenti al Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e al Consorzio dell’Asti DOCG. Partecipano al progetto: Osteria del diavolo (Asti), La fioraia (Castello d’Annone), L’antico casale (Asti), Madamavigna (Baldichieri), Francese (Asti), I Bologna (Rocchetta Tanaro), San Marco (Canelli), Il Cascinalenuovo (Isola d’Asti), La Braja (Montemagno), Il Podestà (Asti), Roico lago di Codana (Montiglio) e Angolo del beato (Asti).

“I Mille Profumi del Monferrato” si legano agli eventi e agli spazi che arricchiscono il panorama culturale astigiano tra cui Chagall. Colore e magia, mostra in corso a Palazzo Mazzetti. Chi sarà inpossesso del voucher delle Wine Tasting potrà godere dell’ingresso a prezzo ridotto alla mostra così come sarà possibile visitare i siti museali di Palazzo Mazzetti, Palazzo Alfieri, Cripta e Museo di Sant’Anastasio, Torre Troiana, Domus Romana, Complesso di San Pietro ad un prezzo vantaggioso grazie al circuito Smart Ticket. In occasione della Fiera regionale del Tartufo anche il Museo Diocesano, il Museo Paleontologico e il Museo del Palio saranno accessibili con ingressi agevolati. Sabato 17 novembre alle ore 16 l’Archivio di Stato sito a Palazzo Mazzola, sede del Museo del Palio, ospiterà una lectio magistralis dello storico Franco Cardini ad ingresso libero.

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4 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. filippo 8 novembre 2018 at 09:05 -

    Non so se davvero la collaborazione con Alba, con il sospetto di avere mostrato tutti i propri limiti nel marketing territoriale, fosse davvero l’unica via. Sarebbe facile sostenere che c’erano alternative. È un fatto, però, che l’Astigiano abbia fiere di tutto rispetto che hanno rilevanza, almeno nella definizione, nazionale e che, allo stato, non si ha notizia di una sinergia tra tutte le fiere astigiane del tartufo. E i risultati si sono visti.

  2. filippo 8 novembre 2018 at 08:58 -

    belle domande…

  3. Adriano Salvi 6 novembre 2018 at 08:21 -

    la buonanima di Nino Manfredi avrebbe detto: “fusse che fusse la volta bona,,,” Come giustamente detto nell’articolo la Fiera del Tartufo di Asti lamguiva da anni in completa depressione, “rianimarla” rivolgendosi a chi fa del tartufo una “bandiera” da molti decenni, a quanto risulta riuscendoci sempre meglio a livello mediatico e di partecipazione, potrebbe portare a qualche vantaggio per “i cugini poveri” della situazione, ovvero gli astigiani che di tartufi ne “cavano” molti (probabilmente di più che l’albese) ma che questa risorsa regalata dalla natura non hanno mai saputo valorizzare a pieno, fermo restando che la ristorazione della provincia di Asti in autunno /inverno ne fa una concreta risorsa ed offerta alla clientela economicamente importante per questa attività. Vedremo quel che succederà…la mia opinione è che occorreranno comunque anni per mettere a frutto di rilievo l’inedita sinergia con Alba…..ma probabilmente era l’unica strada percorribile per crescere davvero…..

  4. Graziano Maria Recadero Guarino 5 novembre 2018 at 19:12 -

    Alba….è vero, ma Moncalvo provincia di Asti !
    Sarebbe stata un’ occasione per fare sinergie, per impegnarsi, per imparare.
    Se hanno “imparato” gli albesi perché non possono “imparare” anche gli astigiani e i moncalvesi? Mi volete forse dire che gli albesi sono più intelligenti ? Certo è più facile allearsi con i più forti, anziché coalizzarsi per diventare più forti !

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