Asti Secco. Presentazione istituzionale il 19 a Canelli, patria dello spumante italiano. Intanto le nuove bollicine piemontesi già spopolano sui social

inserito il 9 novembre 2017

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Prima ancora del comunicato ai media sono stati i social a lanciare la comunicazione della prima uscita ufficiale dell’Asti Secco docg, variante non dolce dell’Asti docg. Si farà il 19 novembre a Canelli, culla del primo spumante italiano inventato nel 1865 da Carlo Gancia. E proprio la centralissima piazza Carlo Gancia, nonostante si tratti di un parcheggio dal manto asfaltato e non sia certo tra le più belle e storiche piazze della città, è la location scelta dal Consorzio dell’Asti per l’evento a cui, si dice, parteciperanno tutte le aziende che hanno già imbottigliato il nuovo prodotto che sta suscitando curiosità, interesse e, in quelli che lo hanno degustato, anche gradimento.
Della festa si sa solo sui social e si apprende che comincerà alle 11,30 con un dibattito condotto da Sergio Miravalle, già giornalista de La Stampa ora in pensione e prestato alla comunicazione del Consorzio dell’Asti. Con lui dovrebbero interloquire non meglio identificati collaboratori. Il tema sarà il piano di comunicazione per la denominazione, essì perché il 19 a Canelli non si parlerà solo di Asti Secco docg, ma anche dei “fratelli maggiori” Asti dolce docg e del Moscato d’Asti docg. Ci saranno banchi di assaggio dei tre vini e spazio anche per un aperitivo con assaggi di cose buone preparate da tre cuochi stellati della provincia di Asti, Mariuccia Ferrero del ristorante San Marco di Canelli, Walter Ferretto, del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti, e Massimiliano Musso, del Ca’ Vittoria di Tigliole.
Analoghe iniziative, ma per saperne di più bisognerà aspettare il 19 e le comunicazioni ufficiali del Consorzio, sarebbero in programma a Roma, il 21 novembre e a Milano il 28.
Intanto alcune aziende si sono già messe in moto per promuovere l’Asti Secco. Molte si affidano ai social con foto e video su Instagram con hashtag #iobevoastisecco, e Facebook dove è stata aperta la pagina Io Bevo Asti Secco (guarda qui) . E non mancano gli eventi dedicati, come quello del 12 novembre che trovate qui.

SdP

3 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. Adriano Salvi 9 novembre 2017 at 23:35 -

    speriamo bene,,,,,,la cosa più importante sarebbe a mio avviso partire dalla presenza significativa e diciamo pure capillare dell’offerta sul territorio di produzione…..cosa che non è mai avvenuta con l’Asti tradizionale. Il Moscato “tappo raso” qualche presenza in più l’ha avuta nella ristorazione….ma con una “fatica” enorme e con ben pochi esercenti disposti a proporre un moscato “a bicchiere” col dessert.
    Se c’è collaborazione e soprattutto lungimiranza, si può fare….e poi non si capisce per quale ragione i bar non dovrebbero cogliere al balzo l’occasione di proporre finalmente un prodotto locale adatto anche ai “nuovi” consumatori……e non solo Prosecco o altro

  2. filippo 9 novembre 2017 at 19:31 -

    Speriamo sia la volta buona. Ma bisogna cambiare teste e avere il coraggio di rinnovare davvero.

  3. molinari filippo 9 novembre 2017 at 18:36 -

    Il territorio s’e’ desto……..

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