Asti Secco. Tutti insieme appassionatamente: controcronaca di una degustazione “di gruppo”. L’evento istituzionale domenica a Canelli

inserito il 15 novembre 2017

Le notizie tra le pieghe della degustazione di Asti Secco docg, allestita domenica scorsa all’agriturismo Ai Ciuvin di Castiglione Tinella una delle propaggini langarole del moscato, sono due: che ci fossero 13 etichette da assaggiare e che quasi tutti i produttori fossero in sala a raccogliere sensazioni e confrontarsi.
Un bel segnale di territorio e spirito di team anche se, ci mancherebbe, ogni Casa spumantiera con le nuove bollicine piemontesi sta già facendo business pro domo sua.
Forse (forse), però,i produttori del moscato stanno cominciando a limare un po’ di spigoli in nome di un mercato globale che sempre di più chiede sinergie di filiera, sia dal punto di vista della produzione sia sul fronte della comunicazione. I francesi insegnano, come sempre.
Dunque, alla faccia della Cabala, 13 Asti Secco al loro debutto di gruppo per un assaggio alla cieca. Ed ecco la nostra controcronaca sì, perché facciamo un po’ di analisi di quello che è accaduto da Ai Ciuvin dello chef produttore Simone Cerruti. Prima di tutto gli Asti Secco da assaggiare erano di: Soria Matteo, 958 Santero, Acquesi, Arione Spa, Sarotto, Sant’Orsola-F.lli Martini, Fontanafredda, Tosti, Araldica, Bosio, Cascina Fonda, Toso, Duchessa Lia-Capetta.
Corre l’obbligo di un’osservazione: solo un Asti Secco docg fatto a Canelli, la città che ha dato i natali al primo spumante d’Italia nel 1865. È quello di Tosti che è stata la prima Casa canellese a imbottigliare il nuovo spumante secco piemontese da uve moscato. A breve ne arriverà un altro, quello della Bosca. Poi, come ci ha segnalato un lettore, c’è anche quello della Arione Spa, che però è un’azienda canellese a metà, visto che ha sede storica a Castiglione Tinella (Cuneo) e successivamente si è sviluppata con uno stabilimento a Canelli. Chissà, comunque se altri produttori canellesi seguiranno. A oggi non si hanno altre notizie. Spulciando la lista la fanno da padrone le aziende santostefanesi e di quel lato della Valle del Belbo che corre verso Cossano Belbo e Alba. Quindi ci sono i rappresentanti della zona di moscato verso l’Acquese: Araldica e, appunto, Acquesi. In questo senso rumors su altri Asti Secco già imbottigliati da Tre Secoli, la cantina sociale che ha stabilimenti e Cantine tra Mombaruzzo (Asti) e Ricaldone (Alessandria) e da Banfi (Strevi).
Ora sorge spontanea la domanda se e quando anche multinazionali come Campari e Martini & Rossi si getteranno nel business Asti Secco. Per ora, anche qui, nessuna dichiarazione ufficiale. I “colossi” aspettano di vedere come andrà il prodotto sui mercati? O staranno fuori dalla partita perché non vogliono suscitare confusione tra Asti Secco e altri loro spumanti brut? Vedremo.
Entrando nel merito, cioè nel gusto dei 13 Asti Secco docg presentati siamo troppo di parte se ammettiamo di non averne trovato con difetti? Certo alcuni sono molto diversi tra loro e hanno incontrato di più o di meno il nostro gusto e quello di molti commensali. Tuttavia una cosa è risultata chiara: le nuove bollicine piemontesi incuriosiscono e molto il pubblico suscitando gradimento, in qualche caso, inaspettato. Ottimi segnali.
Intanto, senza tanti clamori per la verità e unicamente attraverso web e social, il Consorzio dell’Asti ha organizzato per domenica 19 novembre proprio a Canelli un banco di assaggio di Asti Secco docg. Ci sarà anche un convegno sui tre vini simbolo della denominazione Asti e cioè: Asti docg dolce, Moscato d’Asti docg e Asti Secco docg.
Sono state annunciate anche novità in campo promozionale. SdP, ovviamente, sarà in prima fila.

SdP   

Le immagini della serata


2 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. filippo 15 novembre 2017 at 20:17 -

    Buonasera Daniele, lei ha ragione, ma a metà. La Arione Spam infatti, ha due sedi a Canelli e anche a Castiglione Tinella in provincia di Cuneo dove ha radici la famiglia che detiene la proprietà ed è nata l’azienda che in un secondo tempo si è sviluppata anche nel centro canellese. Grazie della precisazione che ci ha aiutato a dare una informazione più completa.

  2. Daniele carlidi 15 novembre 2017 at 20:03 -

    Buonasera,
    nell’articolo ma c’è un errore,anche l’arione SPA è un’azienda canellese.
    Buona serata
    Carlidi daniele

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