Aziende. BFE (Bosio Vini e Bel Colle) punta su Asti Secco, Nascetta, la Barbera “appassita” e quella Superiore con le uve vendemmiate ad agosto

inserito il 27 dicembre 2017

bosio

«Vi racconto un aneddoto: c’è questa vigna sulle colline di Costigliole d’Asti il cui proprietario ci chiama il 22 agosto e ci dice: “Venite che l’uva è matura è da staccare. Noi, appena arrivati dalle vacanze, eravamo perplessi. Poi siamo andati a vedere. Era vero quell’uva era perfetta da vendemmiare e ha dato un vino eccezionale, superiore, appunto». Luca Bosio, con il padre Valter e la madre Rosella a capo di BFE, Bosio Family Estates il gruppo vitivinicolo con sede a Valdivilla, frazione di Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo, racconta con emozione la piccola grande storia della prossima Barbera d’Asti Superiore che uscirà dalla Cantine di Famiglia. E lo fa, dicendo molte altre cose, nell’intervista realizzata pochi giorni prima di Natale e che pubblichiamo ora.
Luca parla, ovviamente, di Asti Secco indicandolo, come fanno molti altri suoi colleghi, come un punto di svolta che ha fatto rinascere quell’orgoglio di territorio che sembrava sopito nell’area del Moscato. Tuttavia il giovane imprenditore non si fa travolgere dai facili entusiasmi e segnala come sia ancora molto il lavoro di promozione da fare sul nuovo spumante docg non dolce a base di uve moscato.
Poi ci sono le novità: quella Barbera d’Asti Superiore ottenuta dai grappoli vendemmiati inaspettatamente a fine agosto di un’estate caldissima, la Barbera Piemonte vinificata con uve appassite che si rifà alla grande tradizione dei vini rossi ottenute da questa tipologia di grappoli e la Nascetta, un vino bianco da uve staccate da un vitigno autoctono che dà un prodotto da affinamento, in grado, secondo molti, di gareggiare con i grandi vini bianchi del Nord Est.
«Noi siamo un Cantina che punta all’innovazione – è l’analisi finale di Luca Bosio -. Nel mondo del vino, il nostro mondo, come in altri settori non si può stare fermi e riposare sugli allori. Il rischio è perdere appeal verso i consumatori e i mercati».
Un rischio che nessuno può permettersi, men che meno il comparto italiano del vino.

SdP

Qui la videointervista a Luca Bosio

 

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