Aziende. Cantina Oriolo e il Dolcetto di Montelupo, una storia d’amore che dura da trent’anni. Intanto il 23 marzo…

inserito il 6 marzo 2018

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La neve di marzo a Montelupo Albese, cuore dell’Alta Langa a pochi chilometri da Diano d’Alba, consegna un paese nel cuore dell’inverno. Il paesaggio del 5 marzo è più consono al Natale che alla prossima primavera e la leggenda dei lupi che secoli fa avrebbero avuto proprio in Montelupo una zona d’elezione, sembra diventare realtà.
Eppure, sotto la coltre di buoni trenta centimetri, le vigne di dolcetto sono in via di risveglio e qui, più che in altri luoghi, sono pane e futuro.
Ne sa qualcosa Teresio Brangero, fisico, sguardo e sorriso da sergente degli Alpini, che da trent’anni conduce la Cantina Oriolo insieme al fratello Diego. Con loro c’è anche la figlia di Teresio, Eleonora, laureata in Enologia e con un diploma recente da mamma di un secondogenito da far crescere tra le vigne di dolcetto del nonno e quelle di moscato del papà che è Matteo Soria, una delle giovani griffe del Moscato docg in quel di Castiglione Tinella.
Cantina Oriolo, una decina di ettari di vigneti, soprattutto dolcetto, con pendenze difficili da coltivare, ma che danno caratteri rari alle uve e ai vini che se ne ottiene, non a caso qui si stanno piantando ettari di pinot nero per Alta Langa.
«Bisogna avere passione, molta passione per coltivare queste viti e amare molto questi posti» ammette Teresio. È una teoria che si applica a molte zone vitivinicole piemontesi e a tante aree italiane d’eccellenza agroalimentare. Ma quando si persevera e si ha determinazione i risultati arrivano.
La Cantina Oriolo dei Brangero è diventata un punto di riferimento per chi ama il Dolcetto d’Alba della zona di Montelupo che, per esposizioni, terreni e quote originali, dà al vino caratteristiche uniche.
Teresio è convinto delle caratteristiche uniche del Dolcetto di Montelupo tanto che, insieme ad altri produttori della zona, associazioni e enti pubblici, da alcuni anni è diventato anima e lievito di una cena degustazione che si svolge nel ristorante Cà del Lupo, una delel location più belle e suggestive di questa parte di Alta Langa.
La data da mettere in agenda quest’anno è il 23 marzo. In degustazione, con i piatti della tradizione langarola, non ci saranno solo Dolcetto, ma anche Favorita, Chardonnay, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba e l’outsider Moscato d’Asti.
Cena aperta a tutti, 30 euro a testa. Prenotazione obbligatoria entro il 20 marzo allo 0171.617045.
Perché questa cena? «Perché crediamo nei nostri vini – dice semplicemente Teresio Brangero – e dobbiamo parlarne e valorizzarli altrimenti non serve coltivarli» aggiunge.
Teresio parla anche di altro nella nostra intervista che pubblichiamo qui sotto. Buona visione.

fi.la.  

Qui la videointervista a Teresio Brangero. Le riprese e le immagini sono di Vittorio Ubertone.

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