Aziende. Nasce a Castiglione Tinella la “Moscateria”, tutto il sapere del Moscato del Piemonte, dall’A alla Z

inserito il 1 marzo 2018

28058593_1555485171225898_8458251292070454722_n Un agriturismo/camping sulle colline del moscato con ristorante e cantina interamente dedicati al Moscato d’Asti e all’Asti docg in tutte le sue varianti e declinazioni. È l’idea di Simone Cerruti, giovane vignaiolo e chef di Castiglione Tinella che dopo avere condotto per anni l’agriturismo Ai Ciuvin lo ha trasformato nella prima Moscateria/Il sapere del moscato, primo locale in Piemonte che propone tutti i vini a base di uva moscato piemontese, dal “tappo raso” all’Asti docg secco e dolce al passito ad altre tipologie dolci e non dolci e ai distillati. Spiega Simone Cerruti: «L’ idea della Moscateria, nasce da una frase poco felice che mi disse un cliente quando gli proposi un calice di Moscato d’Asti per accompagnare il dolce. In maniera molto diretta mi spiegò che non beveva più Moscato da quando ne aveva assaggiato uno “da prezzo” e lo aveva buttato via, tanto non gli era piaciuto. Quella frase per me era inaccettabile, ma mi fece capire che bisognava lavorare ancora molto per far conoscere il Moscato di qualità. Pregai quel cliente di assaggiarlo, ne rimase colpito, e ne comprò diverse bottiglie da portare a casa. Da quel giorno cominciai ad interrogarmi su cosa potevo fare nel mio piccolo, per non sentire più frasi del genere». Da quell’episodio prende forma l’ idea di una struttura ricettiva che diventi un punto di riferimento sul Moscato d’ Asti. «Il nostro – dice il produttore – è uno dei primi agriturismi nati in Piemonte negli Anni Ottanta. Siamo a Castiglione Tinella, il cuore della zona del Moscato. Motivo in più per portare avanti questa idea. Ho deciso quindi di dare una svolta e cioè offrire insieme a servizi classici come camere, campeggio, piscina, ristorante, anche l’opportunità di vivere una vera esperienza a 360° sul Moscato d’Asti». Il programma che Cerruti è chiaro: i visitatori cominceranno con la visita a un sorì, una delle vigne epiche della zona del Moscato doocg, dove tutte le lavorazioni vengono effettuate a mano per la forte pendenza (oltre il 30%), da visitare il piccolo museo storico ricavato nella vecchia cantina costruita nell’anno 1900, dove ci sono attrezzi agricoli originali dell’epoca come i vecchi filtri a sacchi, il torchio, le vasche in cemento e sopratutto il piccolo Crutin, scavato a mano nel tufo. Quindi il menù fisso con “contaminazioni” al Moscato. «Ricette uniche che si potranno gustare solo alla Moscateria – assicura Cerruti che avverte – La carta dei vini manterrà tutti i rossi, ma vedrà l’inserimento di oltre una ventina di Moscati in tutte le vinificazioni: dai classici Moscato d’ Asti e Asti Spumante, continuando con Asti secco e Moscato secco, per passare dall’ Asti metodo classico, al frizzante rifermentato in bottiglia, agli affinati di diverse annate, affinati in legno, i vari passiti, il moscato chinato, il nostro Moscato Tonic (presentato per la prima volta sul web proprio sul blog SdP ndr) e la grappa di Moscato. Insomma il primo locale in cui potrete assaggiare il Moscato in tutte le sue vinificazioni». Cerruti ha anche altri progetti: uno shop, percorsi enogastronomici da verificare direttamente sul sito internet della Moscateria, partecipare ad alcuni lavori in vigna e adottare una vite di Moscato. E intanto annuncia l’inaugurazione della Moscateria, il 10 e 11 marzo con viste e menù speciali (30 euro, posti limitati, info e prenotazioni allo 3336801248 o via e-mail: info@agriciuvin.it o sulla pagina fb e l’evento al Vinitaly de16 aprile: «Avremo l’onore di presentarci ufficialmente ospitati nello stand del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti con una conferenza stampa dedicata che precederà la preparazione del nostro Moscato tonic e la degustazione dei nostri Moscati insieme a quelli degli altri amici produttori». Infine un ringraziamento: «Per la realizzazione di tutto questo ho avuto l’appoggio del maestro chef Silvio Bessone che ringrazio per aver creduto fin da subito nella mia idea e per avermi appoggiato».  

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