Aziende. Nel cuore della zona Unesco non solo vino e paesaggio, ma anche tecnica, ricerca e capacità imprenditoriali. Il “caso” della Paolo Araldo di Calamandrana

inserito il 15 maggio 2017

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Cominciamo dalle cose più concrete. Nell’Astigiano, per la precisione nel Sud, a Calamandrana, centro agricolo tra Canelli e Nizza Monferrato, c’è un gruppo imprenditoriale che da anni macina business nel mondo dei prodotti per enologici, soprattutto tappi e botti.
È il gruppo che raggruppa Paolo Araldo, Diam Sugheri e Belbo Sugheri. Il fatturato 2016 è di 48,5 milioni di euro, i dipendenti sono 53 (etàmedia tra i 30 e i 40 anni), ma è già stato annunciato che si procederà ad altre assunzioni, ed è in corso di ampliamento l’area di uno degli stabilimenti della Belbo Sugheri che sarà quasi triplicata.
A capo ci sono i fratelli Paolo e Daniela Araldo, canellesi, con tre giovani “leve”: Jacopo e Beatrice figli di Paolo, e Rosa, figlia di Daniela.
Il motto di famiglia sembra essere quello dell’estrema concretezza: pochi fronzoli, molto lavoro e professionalità estrema.
«La Paolo Araldo – spiegano – è per il 100% proprietà della nostra famiglia. Siamo agente esclusivo Italia per marchi come Amcor e Stelvin, Diam Bouchage per la gamma Mytik, Champagel, Seguin e Moreau».
PA controlla il 100% anche di Belbo Sugheri che è essenzialmente centro di finitura per la Diam Bouchage in Italia di cui è anche agente e distributore tappi Diam sempre per il mercato italiano.
In Diam Sugheri la Paolo Araldo è partner al 20% con la Oeneo che è all’80% ed è il potente gruppo francese (http://www.oeneo.com/) che si occupa di servizi per il vino dal 1838.
Le radici della PA sono più recenti. Nasce nel 1986 dall’esperienza maturata nel settore enologico da Paolo Araldo sin dal 1978. La vocazione al mondo del vino è precisa da subito.
«Dalla sua fondazione – fanno sapere dalla PA -, l’azienda ha stretto collaborazioni con prestigiose azienda francesi delle quali tuttora è agente esclusivo per l’Italia: Amcor Flexibles Capsules e Stelvin, Diam Bouchage, Seguin Moreau».
Nel 1990 la Paolo Araldo crea una propria unità per la lavorazione tappi in sughero naturale di qualità, la Belbo Sugheri, puntando in particolare sul controllo della materia prima e di tutte le fasi della lavorazione dei tappi sino alla loro spedizione. Seguono una serie di step cronologici che danno il segno dell’evoluzione dell’azienda: dal 1986: agente esclusivo per l’Italia di CHAMPAGEL; dal 1986 agente esclusivo per l’Italia della tonnellerie (botti) SEGUIN MOREAU gruppo OENEO; dal 1986 agente esclusivo per l’Italia di AMCOR FLEXIBLE CAPSULES e STELVIN (precedentemente Cebal, Pechiney, Alcan sino all’attuale Amcor) un marchio che è leader mondiale dell’imballaggio flessibile, pioniere nella creazione della famosa capsula a vite per il vino STELVIN®, e nella produzione di capsule e capsuloni copritappo e capsule a vite per vini.
Dal 2003 PA è agente esclusivo di OENEO BOUCHAGE, ora DIAM BOUCHAGE per i tappi Mytik destinati a vini spumanti e che quest’anno hanno segnato un’importante novità “verde” di cui abbiamo parlato qui. È in quell’anno che inizia la collaborazione con Jean Luc Ribot che è direttore tecnico-commerciale Italia.
Dal 2011 la Belbo Sugheri ha una partecipazione nel  sugherificio Mario Cossu & Figli di Calangianus, in Sardegna. «Questo le consente di partecipare attivamente alle varie fasi di scelta e trasformazione del sughero al fine di selezionare i lotti destinati alla nostra sede di Calamandrana», dicono alla PA.
I tappi Diam Bouchage sono al centro dell’attività del gruppo. La tipologia Mytik in Italia è passata da 178 milioni di pezzi venduti nel 2011 ai 358 milioni del 2016. «E nei primi mesi del 2017 siamo già a un +16%» dice Ribot.
Insomma se come dice un proverbio un albero che cresce non fa rumore, certo un albero che cresce, e bene, in un momento non felice, come quello che sta attraversando l’economia italiana ed europea in generale diventa una notizia.
«Abbiamo messo e mettiamo molte risorse e fatica e lavoro in quello che facciamo. Nulla di quello che si sta sviluppando qui, in questa fetta di Sud Astigiano sta accadendo per caso» puntualizzano i fratelli Paolo e Daniela Araldo. E a a chi fa loro notare come la sede del gruppo si trovi al centro di un’area vitivinicola meravigliosa tutelata dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, Paolo Araldo risponde così: «Onorati e orgogliosi, come tutti coloro che abitano qui, del riconoscimento Unesco. Sta portando e poterà visibilità e turismo. Un bene certamente. Solo – aggiunge l’imprenditore – richiamerei l’attenzione anche alle esigenze delle aziende che in questo territorio operano e devono mantenersi competitive. Le imprese devono rispettare paesaggio e ambiente, ma il nostro lavoro deve essere agevolato senza intoppi come è accaduto a noi. Per un paio di finestre il progetto di un nuovo stabilimento è stato ritardato».
Ora, però, il progetto va avanti e entro poco la Belbo Sugheri potrà contare su una sede grande più del doppio di quella originale.

Il case history del gruppo Paolo Araldo non è unico nella valle del Belbo, quella che qualcuno chiama la Spalkle Valley del Piemonte, la valle delle bollicine. A pochi chilometri c’è Canelli che non solo è la città dove un secolo e mezzo fa, grazie a Carlo Gancia, è nato il primo spumante d’Italia e da dove è nata la candidatura Unesco che ha fatto riconoscere il paesaggi vitivinicoli piemontesi Patrimonio dell’Umanità Unesco, è ance il centro di un importante filiera di industrie che producono macchinari di precisione per l’enologia, dalle riempitrici alle confezionatrici passando per apparecchi per la sterillizzazione e tappatura. Molte hanno differenziato e oggi producono macchinari anche per industrie delle bevande, farmaceutiche, alimentari e persino per la nautica e l’automotive. Più in là, verso il Cuneese, a Santo Stefano Belbo, si sono sviluppate grandi aziende spunatiere e vinicole che hanno raccolto l’eredità di grandi gruppi che hanno cambiato proprietà o addirittura area geografica. Verso il Monferrato, a Nizza Monferrato si è creato un polo di vini rossi che nella Barbera d’Asti e le sue declinazioni, compresa la nuova docg Nizza, la sua bandiera. Una realtà solo in apparenza gregaria della spumantistica, che, invece, si sta conquistando uno spazio di tutto rispetto non solo nel panorama vinicolo italiano, ma mondiale.

Qui sotto alcune immagini e video girati nello stabilimento Belbo Sugheri dove si procede alla finitura dei tappi.

SdP   

 

 

 

 

 

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