Bianco docg. Il Gavi fa boom, mezzo milione di fascette in più rispetto al 2018. Il Consorzio lancia un patto per un eno-turismo sostenibile. Ghio: «Servono intesa e collaborazione»

inserito il 3 luglio 2019

Gavi, vendemmia © Cristian Castelnuovo

Sostenibilità, collaborazione, buona comunicazione, intese tra enti e istituzioni del territorio non sono più slogan più o meno buonisti relegati a qualche manifesto progettuale targato Anni Ottanta/Novanta. Si tratta ormai di concetti che permeano l’economia mondiale perché se è vero che lo sviluppo si fa facendo affari è anche vero, e più che mai in Italia patria di agro eccellenze indiscusse, che si cresce andando incontro alle esigenze di un mercato che vuole genuinità, tradizione, rispetto ambientale e professionisti preparati ad accogliere nel migliore modo possibile.
Quelli del Gavi docg, il più cool dei bianchi piemontesi ottenuto da uve cortese, devono aver compreso bene questa lezione se ora, attraverso il Consorzio di Tutela presieduto da Roberto Ghio, hanno diffuso una nota in cui si parla di un patto per il Gavi e si danno dati interessanti per una denominazione che sta segnando crescite continue. Pubblichiamo qui di seguito la nota. Buona lettura.

La denominazione del Gavi Docg è in crescita costante. Con una superficie vitata di oltre 1600 ettari di vigneto, 13,500,000 di bottiglie immesse sul mercato di cui l’85% esportato in tutto il mondo, il Gavi segna nel 2019 un +5% rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno e conferma un trend positivo che continua da 10 anni.

Nel corso del Consiglio di Amministrazione del 1° luglio sono stati presentati questi dati positivi e si è deciso di rinviare il déblocage della riserva vendemmiale (la quota di vino bloccato dalla vendemmia precedente) a ottobre, quando si sarà valutata la raccolta 2019.

Commenta il presidente Roberto Ghio: “Il successo della nostra denominazione ci ripaga dell’impegno e degli sforzi che abbiamo perseguito in questi anni. Il Consorzio ha puntato sulla tutela e sulla valorizzazione del Gavi, 100% Cortese, vitigno autoctono, unico, con caratteristiche molto riconoscibili e un elevato standard di qualità.

Abbiamo, inoltre, investito in un progetto pluriennale di comunicazione e promozione territoriale che da un lato con il Laboratorio Gavi e il Premio Gavi LA BUONA ITALIA  colloca il Gavi al centro del dibattito del mondo del vino italiano; dall’altro sta contribuendo a costruire la ‘Destinazione Gavi’, valorizzando l’offerta turistica integrata del territorio, dove il viaggiatore può vivere esperienze diverse tra enogastronomia, cultura, storia, natura, sport e shopping.

Proprio sul tema centrale del marketing del nostro territorio siamo disponibili a fare di più, consapevoli che i risultati arriveranno solo se tutti gli attori protagonisti – istituzioni produttori, esercenti, associazioni culturali e di categoria, privati – sapranno giocare in squadra. Abbiamo pensato di proporre un ‘manifesto programmatico’, il Patto per il Gavi, che rappresenti una dichiarazione di intenti e un impegno reciproco ad operare per lo sviluppo economico, turistico e sociale del territorio.”   

Un ‘patto’ del territorio per il territorio, per tracciare un percorso condiviso di progetti e iniziative per far crescere questa zona, renderla attrattiva per chi la abita e chi la scopre.

Il #pattoperilgavi verrà scritto nei prossimi giorni, ma sono già chiari alcuni punti cardine.

Continuano dal Consorzio con un paio di esempi pratici: “Il Forte di Gavi, vero simbolo del territorio, dovrebbe essere aperto tutti i giorni e illuminato di notte. Via Mameli – la strada principale dello shopping di Gavi – può accrescere il suo appeal laddove diventi pedonale, soprattutto nel weekend, permettendo agli esercenti di allestire dehors ed esposizioni all’esterno, e ai turisti di passeggiare serenamente in centro. Iniziativa, quest’ultima, che vogliamo portare avanti, come sempre in un’ottica di promozione del territorio, in collaborazione con l’amministrazione comunale che è stata al fianco del Consorzio dal 2013 nell’organizzazione dei grandi eventi di valorizzazione della Denominazione.

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