Bilancio. In duemila allo “speed date” di Grandi Langhe. Ascheri (Consorzio Barolo e Barbaresco): «Una cavalcata trionfale». Tra pochi giorni, però, si va negli Usa dei dazi di Trump

inserito il 28 Gennaio 2020

Non usa mezzi termini Matteo Ascheri, produttore vinicolo e presidente del Consorzio del Barolo, del Barbaresco e dei vini di Langa: «Il bilancio di Grandi Langhe? Una cavalcata trionfale». Okkei, basterebbe questo a chiudere il pezzo. E in effetti il giro tra gli espositori che hanno partecipato a Grandi Langhe, prima vetrina kermesse dedicata ai vini di Langa e roerini (nell’organizzazione c’è anche il Consorzio del Roero), conferma il l’epico commento che Ascheri fa in video nell’intervista che pubblichiamo in coda a questo post d’introduzione, senza dimenticare di dire, lo stesso Ascheri, che a giorni lui, Consorzio e produttori di Barolo e Barbaresco saranno negli Usa dei dazi di Trump (che ancora non si sa se ci saranno o no) per presentare due gioielli dell’enologia italico-piemontese.
Intanto su Grandi Langhe 2020 i produttori ci hanno raccontato: tanti passaggi, molti operatori da Nord ed Est europa, ma non mancano anche svizzeri e spagnoli e qualche asiatico di straforo, molto interesse gioco forza sui grandi vini pregiati, ma anche verso denominazioni meno alla moda, qualche rapporto nuovo, qualche vecchia conoscenza che si è rifatta viva, qualche dubbio sulla sistemazione forse un po’ strettina, ma alla fine giustificata da tipo iper professionale dell’evento . Insomma, non fosse per le bottiglie, i bicchieri, il vocìo, gli assaggi e perfino i forum (quelli non si negano a nessuno), sembrerebbe di essere in quegli speed date tanto cari ai single dove in due minuti chi è alla ricerca di una relazione più o meno sentimentale si presenta e cerca di capire se il tipo o la tipa che gli/le sta davanti merita o meno una chanche, cioè un appuntamento o qualcosa di più, nel caso di Grandi Langhe una visita in Cantina e magari un sostanzioso ordine-contratto.
Fin qui la nostra cronaca. Per il resto c’è la nota stampa degli organizzatori che dà numeri e dati dopo la video intervista ad Ascheri e una galleria di immagini dell’evento che ha chiuso i battenti oggi. Buona lettura e buona visione.

fi.la.


Gli ingressi degli operatori professionali e stampa specializzata, provenienti da 34 Paesi del mondo, crescono del 30%. È il bilancio di Grandi Langhe 2020, la due giorni di lancio delle nuove annate di Barolo, Barbaresco, Roero, Docg e Doc di Langhe e Roero che si è chiusa oggi ad Alba. Prima tra le anteprime del vino in Italia, si conferma un appuntamento importante per i professionisti del vino che operano nel panorama internazionale: dall’Europa agli Usa, dall’Australia a Hong Kong, fino a Tokyo.

«Oltre un terzo dei partecipanti è arrivato dall’estero, a conferma del fatto che il nome di Grandi Langhe si sta affermando sempre di più anche fuori dall’Italia – dice il presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri – cresce la presenza degli operatori italiani provenienti da 69 province, soprattutto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e Toscana».

Sono stati due giorni intensi per le 206 aziende che hanno presentato le nuove annate di Barolo 2016, Barbaresco 2017 e Roero 2017, e delle altre denominazioni di Langhe e Roero. Il Consorzio guidato da Ascheri è in prima fila nell’organizzazione dell’evento insieme al Consorzio Tutela Roero, con il supporto di Regione Piemonte, Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero e Ubi Banca. L’organizzazione logistica dell’evento, ospitato al Palazzo Mostre e Congressi di Alba, è stata coordinata dal Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero.

Un’edizione, quella del 2020, in cui non si sono nascoste le molte preoccupazioni del settore per le minacce dei dazi che l’amministrazione americana potrebbe introdurre sulla vendita del vino italiano in Usa.

Il 4-5 febbraio il Consorzio presenterà le nuove annate a New York al primo Barolo & Barbaresco World Opening – BBWO, evento prestigioso con oltre 200 etichette nel cuore di Manhattan.

«Il nostro messaggio è chiaro – dichiara Ascheri – il mondo del vino piemontese tiene moltissimo ai consumatori americani, non a caso gli Stati Uniti sono il mercato numero uno per molte delle nostre denominazioni. Negli anni vi abbiamo investito moltissimo e continueremo a farlo. Saremo a New York uniti con un evento che vuole ribadire la forza e la determinazione dei nostri produttori».

Grande apprezzamento per i seminari di approfondimento sulle Menzioni Geografiche Aggiuntive condotti da Alessandro Masnaghetti: «È stata un’occasione anche per un pubblico di esperti di cogliere a fondo il valore delle MeGA di Barolo, Barbaresco, Roero, Dogliani e Diano» ricorda Andrea Ferrero, direttore del Consorzio.

Focus anche sulle MeGa del Roero, seminario condotto da Francesco Monchiero, presidente Consorzio Tutela Roero: «Diamo appuntamento a tutti ai Roero Days, quinta edizione, alla Reggia di Venaria Reale il 5 e 6 aprile».

La prossima edizione di Grandi Langhe, la sesta, è in programma il 25 e 26 gennaio 2021.

Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani in numeri:

521 aziende vitivinicole associate

10 mila gli ettari di vigneti delle denominazioni tutelate così suddivisi: Barolo 2149 ettari; Barbaresco 763; Dogliani 846; Diano d’Alba 236; Barbera d’Alba 1610; Nebbiolo d’Alba 949; Dolcetto d’Alba 1092; Langhe 1905 ettari (di cui 606 Langhe Nebbiolo).

60 milioni di bottiglie

10 denominazioni tutelate (Barolo, Barbaresco, Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Verduno Pelaverga, Alba).

II Consorzio del Roero in numeri:

310 aziende vitivinicole associate                

1300 ettari di vigneti 

7 milioni di bottiglie  

2 denominazioni tutelate (Roero e Roero Arneis)

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