Cantine. Il nuovo corso della Vinchio Vaglio (Asti) che nel post Covid riparte da un’immagine rinnovata nel segno del territorio e nel ricordo di Ernestino

inserito il 7 Settembre 2020

Ripartire non vuol dire andare avanti come prima, significa procedere oltre, certo, ma con consapevolezza di quello che è stato, delle cose accadute o non accadute, dei progetti fatti o falliti, delle persone che hanno abitato il nostro spazio di tempo o che ci hanno lasciato.
La Cantina di Vichio Vaglio – sono due paesi dell’Astigiano da anni uniti da un patto, diciamo così, enoico-paesaggistico – che è una delle cooperative vinicole più apprezzate del Piemonte, ha deciso di segnare la propria ripartenza post Covid non solo con nuove etichette, logo e confezioni, create dallo studio di Giacomo Bersanetti, mitico designer del vino stroncato nei terribili mesi d’inizio pandemia dal Corovavirus, ma anche ricordando, e non avrebbe potuto essere diversamente, Ernestino Laiolo, il direttore della Cantina scomparso prematuramente un mese fa a causa di un malore.
Le ferite fanno parte della vite di chiunque, certo, e anche se è difficile comprenderlo, aiutano a crescere e migliorarsi, magari riprogrammando le proprie priorità.
In qualche modo ce lo conferma Lorenzo Giordano, presidente della Vinchio Vaglio, in questa breve intervista, più uno scambio di battute, che abbiamo avuto a margine di un incontro con la stampa a cui, per intoppi, non abbiamo potuto partecipare.
«Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, per la Cantina Vinchio Vaglio ancora di più. Abbiamo perso il nostro direttore e deciso di serrare le fila nel suo ricordo». Poi c’è la questione dell’immagine: «Un logo più semplice che rappresenta l’essenza di due paesi, Vinchio e Vaglio, che credono nel territorio e nei vini che lo rappresentano».
Certo il logo, certo le etichette ridisegnate dallo staff di Bersanetti, ma poi ci sono i vini: «Il nostro Barbera d’Asti docg Superiore Tre Vescovi con nuove confezioni e il nostro Alta Langa che sono declinazioni di un territorio nel quale crediamo da sempre».
E dopo le dichiarazioni di Giordano ecco la nota stampa che dà conto della presentazione del nuovo corso della Cantina Vinchio Vaglio. Buona lettura.


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Dopo i difficili mesi del blocco dovuto all’epidemia di coronavirus e della scomparsa, improvvisa e prematura, del direttore Ernestino Laiolo, la Cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra è tornata alla piena operatività con importanti obiettivi, produttivi e ambientali, che prendono l’avvio con il totale restyling di logo, etichette e bottiglie a poco più di sessant’anni dalla nascita della Cantina. Un’operazione, realizzata grazie all’ideazione grafica dell’Agenzia SGA di Bergamo, che ha felicemente interpretato la rinnovata e sempre più esigente richiesta qualitativa da parte dei consumatori, alleggerendo, attribuendole indubbi caratteri di finezza ed eleganza, l’immagine complessiva della struttura.

E’ stata questa la prima delle novità illustrate in un incontro stampa dal presidente della Cantina, Lorenzo Giordano, affiancato dai suoi principali collaboratori: il vicepresidente Cristiano Fornaro, l’enologo Beppe Rattazzo, il responsabile amministrativo Marco Giordano, Tessa Donnadieu che cura i rapporti commerciali con l’estero e Gianni Catto che si occupa invece di quelli nazionali.

Con loro Roberta Piantoni di SGA che ha illustrato le ragioni che hanno condotto al rinnovamento dell’immagine della Cantina tra cui quella, in un certo modo più clamorosa, che riguarda la scomparsa, nel logo, del riferimento alla Viticoltori Associati e soprattutto alll’estrema semplificazione della denominazione aziendale che è ora soltanto “Vinchio e Vaglio”. Una scelta, ha spiegato il presidente Giordano, che nasce dalla consapevolezza che è ormai quasi esclusivamente questo il modo con cui i consumatori conoscono, e riconoscono, la Cantina e le sue eccellenze.

Tra queste ultime l’incontro con i giornalisti è stata la miglior occasione per il debutto ufficiale di “Alta Langa”, lo spumante metodo classico che avrebbe dovuto essere tenuto a battesimo nei primi mesi dell’anno e che invece solo ora è diventato disponibile al consumo. Debutto anche per la Barbera d’Asti superiore “Tre Vescovi” annata 2018 che sarà la prima ad andare al commercio con la nuova etichetta.

Mentre sono ormai iniziate le operazioni vendemmiali che, ha affermato Beppe Rattazzo, stanno dando risultati molto confortanti per cui si prevede, se non interverranno cataclismi climatici nelle prossime settimane, di avere un’annata di notevolissima qualità con una quantità abbondante ma non eccessiva come si temeva fino a qualche settimana fa, Vinchio e Vaglio ha cominciato a tirare le somme di un bilancio annuale decisamente anomalo. “Ma –ha affermato Marco Giordano – che possiamo considerare sostenibile in quanto, pur scontando il fermo commerciale nei confronti di ristoranti, bar ed enoteche nel periodo del lockdown, non si sono fermate le consegne ai nostri clienti privati che sono addirittura cresciute rispetto agli anni scorsi, soprattutto per quanto riguarda i vini confezionati in bag-in-box ”. Ovviamente ridotto ma non senza moment interessanti – ha affermato Tessa Donnadieu – anche il mercato estero con buone performances in Danimarca e con, ancora una volta, il riconoscimento di qualità cooperative per Vicio e Vaglio da pate della rivista tetesceabWeinwirthschaft.

Importanti novità sono state infine annunciate anche sul versante della tutela del territorio e della sua conoscenza da parte dei consumatori: è ormai definitivamente agibile il percorso dei “Nidi di Vinchio e Vaglio” che va, passando per tre “stazioni” attrezzate, dalla Cantina alla Riserva naturale della Val Sarmassa e che sarà usufruibile, per passeggiate e pic nic anche in ore notturne, previa prenotazione on line alla Cantina, mentre è stata sistemata al Bricco Monte del Mare una grande panchina (la Big Bench n. 94) da cui si gode di un panorama unico sulle Colline della Barbera e sulle Alpi Mrittime, Czie e Grazie con al centro il Monviso, Re di Pietra. Infine, novità delle ultime ore, è quella che prevede la collocazione, al Bricco dei Tre Vescovi, opera dell’artista canellese Gaincarlo Ferraris, di una installazione che raffigura per l’appunto i Tre Vescovi” in grande formato.





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