Consorzio della Barbera. Intervista a Filippo Mobrici confermato presidente per un secondo mandato. «Lavoreremo per tutte le nostre denominazioni». In campo risorse per 6 milioni

inserito il 29 aprile 2017

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A differenza di quello dell’Asti docg, che ha rinviato l’elezione del presidente, attesa per venerdì scorso, all’11 maggio, ieri, 28 aprile, il Consorzio della Barbera ha subito trovato l’intesa per il successore del presidente uscente, Filippo Mobrici, che è stato rieletto all’unanimità e succede a sé stesso. Una scelta nel segno della continuità, come SdP aveva anticipato qualche giorno fa.

Agronomo, 50 anni, sposato, due figli, Mobrici è responsabile viticolo dei poderi della Bersano, storica azienda di Nizza Monferrato. Il secondo mandato alla guida del Consorzio della Barbera lo vedrà in carica per i prossimi tre anni fino al 2019. Al suo fianco confermati anche i vicepresidenti uscenti: Stefano Chiarlo (Michele Chiarlo) e Lorenzo Giordano (Cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra).

Riconfermato anche il consiglio di amministrazione che guiderà l’ente fino al 2019. I consiglieri sono: Giulio BAVA (Bava Azienda Vitivinicola), Luigi BERSANO (MGM Mondo del Vino), Gianni BERTOLINO (Tenuta Olim Bauda), Pietro BRILLADO (Cantina Sociale di Mombercelli), Daniele CHIAPPONE   (Erede di Chiappone Armando), Giovanni CHIARLE (Cantina di Nizza), Roberto COPPO (Coppo S.r.l.), Luigi DEZZANI (Dezzani S.r.l.), Luca FERRARIS (Ferraris Agricola), Dante GARRONE (Garrone Evasio & Figlio Azienda Agricola), Enzo GERBI (Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli), Giorgio GOZZELINO(Cascina Castlet), Marcello MAGGIORA  (Cantina Sociale dei Castagnole Monferrato), Polidoro MARABESE EVASIO (Cantina Sociale di Maranzana), Massimo MARASSO (F.lli Martini Secondo Luigi), Giovanni MARCHISIO (Manfredi A. & C.), Roberto OLIVIERI (Pico Maccario), Elio PESCARMONA (Tre Secoli), Stefano RICAGNO (Vecchia Cantina Sociale di Alice Bel Colle), Sergio ROSSOTTO (Terre dei Santi), Enrico ROVERO (Rovero F.lli s.s. Agricola), Alessandro TARTAGLINO (Tartaglino Alessandro Azienda Agricola). Il collegio sindacale è composto dal presidente Giorgio Giuseppe Rosso e da Francesco Ferrero e Fabio Pesenti in qualità di sindaci effettivi.

A poche ore dall’a rielezione Mobrici ci ha concesso un’intervista.

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Filippo Mobrici

«Lavoreremo duro, come abbiamo sempre fatto, per il territorio della Barbera e di tutte le altre nostre denominazioni»

Nell’ultimo periodo, pur rimanendo un focus sulla Barbera d’Asti, il Consorzio sembra avere preso a cuore anche altre denominazioni. È così?

«È la nostra missione. La Barbera in tutte le sue declinazioni resta al centro, ma ci sono altre tipologie che hanno bisogno del nostro supporto. Penso al Ruchè, al Nizza docg e ad altre a cui deve andare non solo attenzione ma il lavoro del Consorzio in ambito di tutela e valorizzazione»

Qualche esempio? 

«La Freisa, per esempio, è un vino che per troppo tempo è stato dimenticato e relegato in un’area ristretta. Ha grandi potenzialità. Poi c’è il Grignolino di cui abbiamo da poco ripreso la rappresentatività. È un vino ha detto, dice e dirà molto. Poi ci sono i nodi da sciogliere in merito a Dolcetto e Cortese…»

Cioè?

«Di Dolcetto d’Asti se ne produce poco a favore di altre tipologie come il Monferrato Dolcetto e il Piemonte Dolcetto. Comincerei a chiedermi perché e mi domanderei anche perché in Piemonte ci siano così tante denominazioni a Dolcetto. A mio modo di vedere sarebbe il caso di considerare l’ipotesi di un Piemonte con menzioni di area, potrebbe essere una modo per fare chiarezza. Sul tema Cortese mi chiedo da tempo come mai quando questa uva si chiama Gavi ha quotazioni alte e, invece, a pochi chilometri di distanza molto più basse. È un altro ragionamento da fare».

Poi c’è il progetto Monferrato Nebbiolo…

«Sì, siamo ancora in attesa che la Regione convochi il comitato vitivinicolo. Lo abbiamo chiesto il 24 marzo scorso»

Progetti di promozione per il prossimo triennio?

«Oggi siamo presenti in due importanti eventi, ad Alba con Vinum e in Svizzera. Per i prossimi tre anni, come Consorzio e con il contributo delle aziende associate attraverso strumenti come l’erga omnes, ocm e psr, avremo a disposizione complessivamente 6 milioni di euro. Un milione e mezzo l’anno per le aziende che servirà alla promozione; mezzo milioni l’anno che il Consorzio gestirà per le attività istituzionali di valorizzazione e tutela».

La sua squadra non è cambiata

«E perché avrebbe dovuto? Abbiamo lavorato bene insieme e avere lo stesso team con cui ho operato nel triennio passato è stata l’unica condizione che ho chiesto prima della mia rielezione»     

 

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