Crisi Covid. Le cooperative vitivinicole cuneesi hanno aperto a nuovi soci conferenti. «Serviva un segnale di sostegno forte al comparto vinicolo»

inserito il 12 Novembre 2020

Non è finita. Il Covid circola ancora e miete drammi e vittime e danni all’economia piemontese e italiana. In attesa di soluzioni non resta che darsi da fare e pensare al futuro, minimizzando quanto possibile la crisi e aiutando chi si trova in difficoltà. Il mondo del vino non fa eccezione e la Vignaioli Piemontesi, grande e potente associazione delle Cantine Cooperative, ha messo in campo uno strumento interessante: dare la possibilità agli enopoli cuneesi, che agiscono in una delle zone più colpite, di accogliere nuovi soci conferenti e tentare, in questo modo, di dare una mano ai vignaioli in difficoltà.
Ecco, qui di seguito, la nota stampa che racconta il progetto.

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La vendemmia 2020 ha visto un incremento di nuovi soci nelle cantine cooperative del Cuneese con un potenziale produttivo che, in termini di ettari, prevede una crescita fino al 10%. È questo il bilancio dell’iniziativa lanciata da Vignaioli Piemontesi, associazione capofila delle cantine cooperative cuneesi, in accordo con le organizzazioni professionali agricole del territorio Coldiretti, Confagricoltura e Cia per tutelare e sostenere l’economia vitivinicola della provincia di Cuneo.

Un’intesa tra gli attori del comparto si è resa necessaria per far fronte alle difficoltà legate all’emergenza da Covid-19, che ha avuto ripercussioni negative anche sulla filiera vitivinicola cuneese, con riduzioni degli ordini e un notevole calo dell’export verso altri Paesi.

A seguito della concertazione con i propri associati, quindi, la Vignaioli Piemontesi e le cantine cooperative del cuneese hanno dato la disponibilità ad accogliere nuovi soci, e a intervenire direttamente per il ritiro delle uve che sarebbero rimaste invendute a causa della crisi dovuta all’emergenza.

Una soluzione resa possibile derogando ai termini di ingresso stabiliti negli Statuti delle cantine disponibili, al fine di evitare disagi e tensioni nel caso il raccolto di qualche viticoltore non trovasse collocazione sul mercato e per dare un sostegno concreto al tessuto sociale in cui operano le cooperative stesse.

«Serviva un segnale di sostegno forte al comparto vinicolo – dicono Giulio Porzio e Davide Viglino, presidente e direttore di Vignaioli Piemontesi – con il nostro appello ai produttori fornitori delle uve, nessuno si è trovato nelle condizioni di dover collocare urgentemente le uve, svendendole. Solo come Vignaioli Piemontesi abbiamo ritirato più di 500 quintali di uva: dolcetto, arneis, ma anche nebbiolo. La 2020 è stata una vendemmia eccezionale non solo dal punto di vista della qualità ma anche dal lato umano ed economicoAttendiamo di conoscere i mercuriali della Camera di Commercio di Cuneo con le rilevazioni ufficiali dei prezzi delle uve».

Intanto, sul suo sito www.vignaioli.it, Vignaioli Piemontesi segnala tutte le sue Enoteche e le cantine associate (sono 39 in tutto il Piemonte) che fanno consegne a domicilio di vino in bottiglia e in bag-in-box, in modo che si possa fare acquisti scegliendo responsabilmente la cantina più vicina alla propria abitazione e si possa dare una mano a un comparto che ha sostenuto i viticoltori in momento difficile. 

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