Esclusivo. Parlano i protagonisti dell’operazione Poderi Gianni Gagliardo-Tenuta Garetto. Gagliardo: «Interessati a questo territorio che è speculare al nebbiolo». Garetto: «Il nostro progetto prende le ali»

inserito il 24 luglio 2017

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C’era anche Gianni Gagliardo in persona alla Tenuta Garetto di Agliano Terme per prendere confidenza con la nuova struttura che farà parte della galassia della sua maison. E c’eravamo anche noi di SdP testimoni, come hanno detto Stefano Gagliardo, figlio di Gianni, e Alessandro Garetto, “del delitto perfetto”.

Il “delitto”, che delitto non è, è invece una nascita: l’acquisizione della Tenuta Garetto da parte della famiglia Gagliardo, nebbiolisti e barolisti di rango con alle spalle una lunga tradizione non solo di tradizione, ma anche di innovazione e di organizzazione di eventi di richiamo (l’Asta dl Barolo ad esempio).
Come è nata l’operazione? «Da tempo – dice a SdP Stefano Gagliardo – avevamo in mente di investire nel territorio del Nizza docg. Una denominazione che sta suscitando sempre più interesse e che è vetta di un territorio complementare a quello del nebbiolo. Con Alessandro siamo stati compagni alla scuola enologica di Alba. Ci siamo parlati ad una fiera internazionale. Gli ho chiesto se fosse al corrente di vigneti di barbera in ottima posizione in vendita, meglio ancora nella zona del Nizza docg. Lui mi ha richiamato qualche tempo dopo proponendo questo passaggio di consegne. A noi è piaciuta l’idea e l’opportunità di mettere un piede nell’area del Nizza docg. E l’abbiamo fatto».
Alessandro Garetto rimarrà ad occuparsi della Tenuta per conto dei Gagliardo: «C’è piena intesa con loro – dice -. L’ipotesi è nata dall’amicizia tra me e Stefano. La Poderi Gianni Gagliardo. poi, ha compreso in pieno lo spirito con cui ho portato avanti l’azienda che i Garetto hanno avuto da tre generazioni, e lo hanno condiviso. Sono certo – ha dichiarato a SdP Alessandro Garetto – che il loro impulso favorirà in modo concreto e proficuo il futuro di Tenuta Garetto».

La maison astigiana diventa dunque un po’ albese. «Ma noi saremo qui in punta di piedi aprendo bene occhi e orecchie per capire un mondo, quello della Barbera e del Nizza docg, di cui stiamo entrando a far parte».
Ovviamente bocche cucite sui valori dell’operazione che qualcuno ha già battezzato G+G. Non c’è verso di farselo dire. «Non sono quelli i valori che si mettono in campo davvero in un’operazione del genere» dicono all’unisono Gagliardo e Garetto.

Non resta che fare un rapido tour sulla Panda 4×4 sulle colline che circondano la Tenuta Garetto e che sono il vero valore aggiunto dell’azienda. Posizioni ottime che guardano da una parte Agliano Terme e dall’altra Nizza Monferrato due delle piccole patrie della Barbera e del Nizza docg. Alessandro Garetto e Stefano Gagliardo si guardano intorno. Le viti di barbera sono in piena maturazione. Verso Asti e Acqui Terme si addensano nubi nere. Più tardi si saprà che hanno fatto disastri. Ma lì, in quel momento, splende il sole e vale la pena di fare la foto che celebra i due protagonisti dell’operazione: Alessandro Garetto e Stefano Gagliardo. Che, naturalmente, tengono in mano un magnum di Favà, la Barbera d’Asti Superiore docg d’elezione di Tenuta Garetto che ora fa parte della galassia Gagliardo.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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