+++ FLASH +++ Asti Secco (o Dry) e Acqui Dry sono una realtà. Il Comitato Vitivinicolo Nazionale ha dato il via libera

inserito il 10 marzo 2017

dry mascherato

Il Comitato Vitivinicolo Nazionale si è espresso e ha dato il via libera a due nuove tipologie di spumanti non dolci: l’Asti Secco (che potrà essere chiamato anche Dry) da uve moscato e l’Acqui Dry da uve brachetto. Lo hanno confermato a SdP rispettivamente Giorgio Bosticco, direttore del Consorzio di Tutela dell’Asti e Paolo Ricagno, presidente del Consorzio del Brachetto. In giornata approfondimenti su questi due tempi che giungono al termine di inter piuttosto travagliati, soprattutto per quanto riguarda l’Asti docg.

Intanto qui di seguito il comunicato ufficiale del Consorzio dell’Asti:
“Questa mattina a Roma il Comitato Vinicolo del Ministero delle Politiche Agricole ha confermato l’ok a procedere per la modifica del disciplinare con l’inserimento di nuove tipologie di Asti dogc con minore contenuto zuccherino, nella versione secco, demi-sec ed extra secco. Su proposta del Consorzio l’etichetta non dovrà presentare la scritta “secco” sulla stessa riga del nome del prodotto “Asti”. Il Consorzio per la tutela dell’Asti accoglie con soddisfazione la notizia. “Dopo un prolungato periodo di studi e ricerche abbiamo messo a punto un protocollo per la spumantizzazione che ci consente di avere un prodotto DOCG unico, in grado di esprimere profumi floreali e aromatici tipici del vitigno moscato dal quale proviene. Il ridotto contenuto di zuccheri rispetto alla versione dolce ci permetterà di estendere la nostra offerta anche ad altri momenti di consumo come l’aperitivo o a tutto pasto nonchè rivolgerci ad un target più giovane.– afferma Giorgio Bosticco, Direttore del Consorzio Asti docg – “Il parere positivo del Comitato Nazionale Vini ci permette di continuare sul percorso intrapreso e di poterlo immettere sul mercato orientativamente per l’estate 2017 . Pur rimanendo prioritaria l’attenzione, l’informazione e la promozione nei confronti dell’Asti dolce e del Moscato d’Asti docg la variante Asti secco è indubbiamente un’opportunità ad integrazione e completamento della Denominazione che vedrà una fase iniziale orientata più al corretto posizionamento che non alla ricerca dei volumi”.

+++FLASH+++ SdP

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