+++ flash +++ La Cantina Vallebelbo cambia vertice, nuovo presidente è Serena Ficani, 31 anni, di Vesime. Succede a Romano Scagliola, rimasto al timone per 12 anni

inserito il 3 dicembre 2016
Serena Ficani neo presidente della Cantina Vallebelbo di Santo Stefano Belbo (Cuneo)

Serena Ficani neo presidente della Cantina Vallebelbo di Santo Stefano Belbo (Cuneo)

Serena Ficani, classe 1985 (dichiarata sul suo profilo Facebook), studi all’Agrario “Penna” di Asti, radici albesi, ma titolare di un impresa agricola a Vesime, è stata eletta nuovo presidente della Cantina Vallebelbo di Santo Stefano Belbo (Cuneo) che proprio recentemente ha festeggiato il 60° di fondazione.
Ficani, una delle poche donne in Piemonte a capo di una cooperativa vinicola, in zona c’è la cantina di Maranzana con a capo Barbara Pastorino che è pure vice presidente della Cia di Asti. Serena Ficani subentra a Romano Scagliola, storico presidente della Vallebelbo che ha condotto per 12 anni le sorti della cooperativa alla quale oggi, aderiscono 160 soci conferitori che lavorano 600 ettari di vigneti da cui si ottengono ogni anno 60 mila quintali di uve, in maggior parte moscato.
Venerdì prossimo ci sarà l’ufficializzazione del cambio di presidenza con le dichiarazioni, per ora rimandate, di Ficani e Scagliola. Attese novità anche per quanto riguarda Cda e vicepresidenze.

SdP 

5 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. molinari filippo 8 dicembre 2016 at 08:41 -

    Non era mia intenzione offendere nessuno. Se la frase che ho citato e stata interpretata in questo termine mi dispiace. Forse ci sono cose che non so. Comunque grazie per ” la buona educazione”.

  2. contadina 7 dicembre 2016 at 21:11 -

    La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di perseguire un obiettivo senza umiliare a titolo gratuito.
    La persona intelligente non prova gratificazione a mortificare l’avversario.

    Buona Educazione

  3. molinari filippo 4 dicembre 2016 at 12:30 -

    La misura dell intelligenza e data dalla capacita di cambiare quando e necessario. Albert Einstain.

  4. Manuel Romano Scagliola 4 dicembre 2016 at 08:52 -

    Idi di Marzo.
    Il pontefice sospinse i suoi alla prossimità del soglio.
    I congiurati inviarono Decimo Bruto ad esortarlo, a presentarsi (in Senato) perchè essi stessi potessero gloriarsene. Lui forse intese, ma rifiutarsi al Senato a quel punto sarebbe stata un’offesa, soprattutto per sé.
    Egli credette a Decimo Bruto, all’amico fedelissimo, addirittura nominato suo secondo erede nel testamento.
    Cesare fu assassinato dai nemici a cui aveva concesso la sua clemenza, dagli amici a cui aveva concesso onori e gloria, da coloro che aveva nominato eredi nel suo testamento.
    Cesare ebbe colpe, la maggiore quella di credere in loro.
    Dopo l’euforia giunse sconforto, poi paura, poi.. Roma lo pianse.

  5. molinari filippo 3 dicembre 2016 at 16:20 -

    Rinnovarsi e il segreto per un futuro migliore. Lasciare il posto ai giovani loro sono qel futuro. Noi ragioniamo sempre come se fossimo indispensabili, nessuno e indispensabile ma utile si. Complimenti sinceri a Serena che sicuramente sapra dare il meglio di se.

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