Idee per oggi e domani. Vendere prodotti del territorio ai tempi del Covid. Tra delivery e web ecco la startup piemontese Be Local

inserito il 29 Ottobre 2020

Pensavano di esserne fuori e invece no, il Covid è tornato a mordere e mentre non sappiamo ancora se le chiusure del Governo saranno soft o totali, mentre i ristoratori, i bar, le pasticcerie, i pub, le vinerie e tante altre categorie soffrono (e protestano civilmente prendendo le distanze dai violenti e criminali) per le limitazioni di orario e cali di reddito vertiginosi, mentre aspettiamo quelli che il Governo chiama “ristori” e altri, nella rissa politica (di cui francamente gli italiani farebbero a meno) “mancette”, ecco in tutto questo “casino” spunta dal Piemonte un’idea per l’oggi e per il domani. Si chiama Be Local e punta a diventare un modello nuovo di distribuzione alternativo ai grandi player (Amazon, Alibaba) con attenzione e spazio alle piccole realtà imprenditoriali. Ci sta. Perché quello di cui si sente la mancanza, in questo periodo più che mai, sono proprio le idee, le scommesse, l’osare, per il presente e, soprattutto, per il futuro. Non è forse quello che dovrebbe fare la classe imprenditoriale, a tutti i livelli? Di certo sembra sia quello che il virus sta cercando di insegnarci.
Qui la nota ufficiale che presenta Be Local. Buona lettura.

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Un modello di distribuzione alternativo ai grandi player del delivery che crea valore per le piccole realtà imprenditoriali – ora emarginate – a tutto vantaggio del consumatore finale. Questa in sostanza la sfida di Georges Mikhael – Presidente di SUM, Servizi Ultimo Miglio – che lancia “Be Local to be Global”, un concetto che ribalta completamente la visione degli operatori globali e-commerce “anyting everywere”, cioè qualsiasi cosa ovunque, per concentrarsi sui prodotti del territorio, anche di quelli minori, ed esportarli su vasta scala, per diventare davvero globali.

Un rivoluzione sempre più necessaria – come sottolinea Georges Mikhael – partita nel 2018 ma che ha subito un forte accelerazione con la pandemia ed i suoi effetti negativi sull’economia locale.  Il nuovo modello Be Local è pensato per tutelare e sostenere la crescita delle piccole realtà commerciali riaffermando l’importanza del tessuto commerciale territoriale.

Questo perché – come evidenzia una ricerca di Confartigianato Piemonte del 2019 –  nonostante il boom delle vendite on line le piccole medie imprese piemontesi fanno fatica ad accedere al canale e-commerce per svariati motivi: costi di avviamento superiori ai benefici (27% del campione), problemi di logistica (per il 29% e riguardano trasporto, spedizione e consegna delle merci vendute via web); difficoltà legate ai pagamenti on line (22%).Inoltre l’avvento dell’e-commerce da parte di grandi operatori ha portato i ‘piccoli’ ad avere sempre meno visibilità se non presenti online.  L’obiettivo del modello Be Local è invertire la tendenza anche perchè – sempre secondo  Confartigianato – il 55% delle aziende che scelgono di provare il web riportano un +6% di aumento di produzione rispetto alla media e questo nuovo giro di affari potrebbe generare un mercato del valore di 1,5 miliardi di euro.  

Il motore del Be Local è “Sum”, realtà piemontese emergente, creata nel 2017 per fare delivery dei pacchi dei principali operatori e-commerce. “Dopo 4 anni di attività con grande performance operative – spiega Georges Mikhael – (500 addetti diretti ed indiretti e 250.000 pacchi consegnati a settimana) e vista la marginalità negativa del business del delivery, dovuta alla posizione dominante di grandi players e dei monopoli naturali, di operatori mondiali di e-commerce, il management ha cominciato nel 2018 a riflettere come sviluppare una nuova visione sui cosiddetti ‘servizi all’ultimo miglio”.

Il focus si è spostato dalla gestione fisica del servizio, alla gestione digitale, di rete e di uomini. L’obiettivo è concentrarsi su “qualsiasi servizio all’ultimo miglio che può interessare la vita di un nostro cliente, lato impresa e lato consumatore”. Per usare le parole di Georges Mikhael, in concreto significa “creare piattaforme dedicate ai prodotti piemontesi e di quartiere, in modo che anche la più piccola realtà commerciale sia in grado di far arrivare il prodotto sia al cliente locale (in tutta sicurezza e comodità) sia al cliente nazionale o internazionale che vuole conoscere le eccellenze del territorio. Noi vogliamo colmare il gap che oggi penalizza le imprese. I grandi player di fatto offrono un servizio di visibilità e delivery standardizzato che favorisce chi ha più elevate competenze digitali. Hanno inoltre una platea molto ampia di merchant e questo porta a non valorizzare il prodotto ma la guerra di prezzo. Infine non creano una relazione di fidelizzazione tra il cliente e il produttore”.

In tal senso SUM negli ultimi due anni ha già sviluppato e sta perfezionando due piattaforme. Piedmont Delighs già operativa dedicata alle eccellenze enogastronomiche della regione, e Cerea Shop, che sta per lanciare ed è una piattaforma dedicata proprio all’e-commerce di prossimità”

Georges Mikhael ha un obiettivo ambizioso: “Vogliamo diventare la vera e-commerce di quartiere e coinvolgere tutte le fasce sociali a km zero, essendo raggiungibili in ogni quartiere, cambiando e migliorando la vita delle persone. E’un progetto che andrà avanti da adesso ai prossimi 20 anni, un multibrand e multicanale che partendo da Torino e dal Piemonte, si allargherà poi alla Lombardia, alla Liguria, per arrivare dappertutto. Partendo dal locale per diventare globale”.

Abbiamo iniziato nel settore enogastronomico di alta gamma, con prodotti esclusivamente piemontesi, per seguire anche le tendenze del mercato, ma l’intento – prosegue Mikhael – è quello di arrivare a prodotti di generi diversi, riuscendo a vendere ai nostri consumatori anche servizi e comodities nel settore energetico e non solo. <nell’ultimo periodo abbiamo iniziato a sviluppare tecnologie nuove per la vendita online, con l’obiettivo di evolvere il nostro mestiere con diversi valori aggiunti economici, culturali e di prospettiva per il nostro patrimonio umano”.

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