Il mondo del vino ai tempi del Covid -19. La voce dai Consorzi di tutela: timori, speranze e tanta concretezza. E sul Vinitaly si dice che…

inserito il 17 Marzo 2020

Il mondo del vino piemontese è in allarme. L’allerta Covid -19 e le iniziative draconiane messe in campo per contenere il contagio, hanno depresso il mercato nazionale. La diffusione del Coronavirus anche in altri Paesi del mondo sta rallentando anche le esportazioni. Dunque è crisi. Ma fino a che grado? E per quanto tempo? E quale impatto avrà sulla filiera vitivinicola piemontese? E quanto ci vorrà per recuperare?
Interrogativi che abbiamo girato agli esponenti di vertice dei Consorzi vinicoli piemontesi i quali, più di altri, hanno il polso della situazione e gli strumenti per leggere proiezioni a medio e lungo termine.
A loro abbiamo anche chiesto un’opinione sul futuro del Vinitaly, la fiera del vino di Verona che avrebbe dovuto svolgersi ad aprile e che è stata spostata a giugno, ma che qualcuno vorrebbe far slittare a novembre o addirittura al 2021, come ha fatto la tedesca Prowein.
Ecco le risposte.

Filippo Mobrici
Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato è anche a capo di Piemonte Land, il super consorzio che coordina le attività promozionali degli eno-consorzi piemontesi. Evidenzia problemi crescenti e dice: «Ordinativi in calo e problemi di logistica sono i segnali eloquenti di una crisi in atto. I passi del Governo, sia pure lodevoli, credo siano davvero un primo step. Ci vogliono supporti e azioni più sostanziose anche perché allo stato non sappiamo ancora quanti e quali saranno gli effetti negativi sul comparto e per quanto tempo. Per quanto riguarda il Vinitaly di Verona allo stato il sentimento prevalente è quello di rinviarlo al prossimo anno, ma restiamo in attesa delle decisioni del mondo politico, in questo senso ci siamo interfacciati con la Regione Piemonte, e degli sviluppi di una crisi sanitaria che è e deve restare priorità e che, come possiamo constatare tutti, può cambiare percezioni e decisioni da un giorno all’altro».

Matteo Ascheri
Produttore di Barolo e altri grandi vini di Langa, albergatore, Matteo Ascheri è il presidente del Consorzio del Barolo, Barbaresco che tutela anche altre denominazioni langarole. Sintetizza l’atteggiamento migliore da adottare in tempi di pandemia da Covid -19: «Bisogna fare come in montagna, in alta quota, quando imperversa una bufera: mettersi al riparo e attendere che passi. Insomma, come diceva il grande Eduardo De Filippo: “Adda passà a nuttata”. Poi penseremo a come ricominciare su mercati come Germania, Uk e Usa, che oggi stanno cominciando a mostrare segni di rallentamento. Sul Vinitaly di Verona confermo le varie ipotesi che circolano, ma anche la sensazione che si possa andare verso un rinvio al 2021».

Paolo Ricagno
Il Brachetto d’Acqui da anni mostra segnali di crisi, in volumi e rese per ettaro. Paolo Ricagno, storico presidente di una Cantina sociale dell’Acquese, è anche al timone di un Consorzio che da tempo combatte per far tornare il Brachetto ai fasti di almeno due, tre decenni fa. La crisi del Covid -19 è arrivata proprio quando segnali labili, ma concreti, sembravano confermare un contenimento delle perdite. Ricagno ora analizza con freddezza la situazione: «Non passerà in una ventina di giorni – dice e spiega –. La situazione e serissima. Si pensi se l’emergenza fosse arrivata in vendemmia. L’uva avrebbero portata in cantina solo i meccanizzati. Inoltre questa epidemia non influirà solo su vendite e volumi commerciali, ma anche sul nostro modo di comportarci e di accostarci agli altri. Ci vorrà tempo, secondo me almeno un paio d’anni, prima che tutti noi si torni a socializzare e ad avere occasioni di consumo come prima della pandemia. Cosa fare ora? La parola d’ordine è liquidità. L’unico modo per risolvere la crisi economica gravissima che seguirà a quella sanitaria è quella di immettere soldi nelle casse delle banche che dovranno poi metterli a disposizione delle aziende le quali dovranno pagare il danaro secondo le proprie esigenze e il sistema bancario dovrà venire a patti, altrimenti rischierà di vedere scomparire i clienti e implodere. Per quanto riguarda il Vinitaly mi pare auspicabile un rinvio al prossimo anno».

Romano Dogliotti
Con la sua azienda, storica griffe del moscato, vigne e Cantina in cima a una collina di Castiglione Tinella, Romano Dogliotti è il presidente del Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti. Non fa giri di parole: «Non è una bella situazione. Dobbiamo aspettare tempi migliori che, allo stato non sappiamo quando e se arriveranno. Per primo è andato in crisi il mercato nazionale, con bar e ristoranti chiusi per Coronavirus. Ora anche l’estero rallenta e non si sa quanto durerà. In questo clima di incertezza è difficile fare previsioni. Anche per questo, come azienda che da molti anni espone al Vinitaly, abbiamo inviato una lettera in cui chiediamo che la Fiera del vino di Verona si faccia nel 2021»

Giulio Bava
Per il presidente del Consorzio dell’Alta Langa, le bollicine più fighe del Piemonte, non ci sono distinzioni: «In questo momento difficile tutto il comparto piemontese del vino accusa difficoltà e le prospettive sono incerte. Sono diminuite drasticamente le occasioni di Consumo e il web e le spedizioni coprono in parte i volumi necessari per garantire la vita e lo sviluppo delle Cantine. Ci vuole una ripresa che non si sa quando ci sarà. Un’incertezza che io vedo anche per quanto riguarda la vicenda Vinitaly. Credo che allo stato non si possa decidere nulla in merito. Bisogna, a mio modo di vedere, attendere gli sviluppi di una situazione che è in perenne rivoluzione. Scegliere ora cosa fare potrebbe essere controproducente. Di un fatto sono, però, certo: alla fine di questa crisi brinderemo con Alta Langa di certo»

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)


Lascia un Commento


I commenti inviati non verranno pubblicati automaticamente sul sito, saranno moderati dalla redazione.
L’utente concorda inoltre di non inviare messaggi abusivi, diffamatori, minatori o qualunque altro materiale che possa violare le leggi in vigore.
L’utente concorda che la redazione ha il diritto di rimuovere, modificare o chiudere ogni argomento ogni volta che lo ritengano necessario.