Intervista. L’uva barbera 2018 da vendemmiare spiegata da Filippo Mobrici (Consorzio): «Prodotto eccezionale, al di là delle aspettative». E su reddito agricolo e Nebbiolo dice che…

inserito il 24 settembre 2018

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Filippo Mobrici, il presidente del Consorzio della Barbera e vini del Monferrato, è il “Piero Angela” dei filari. Spieghiamo: agronomo e uomo di vigna innamorato del suo lavoro (da anni si occupa delle tenute di un’azienda storica come la Bersano di Nizza) nei suoi interventi non manca mai di chiarire e divulgare aspetti della viticoltura inusuali, empirici, spesso legati alle tradizioni che hanno legato la vita di uomini e donne alle zone vitivinicole del Piemonte e d’Italia.
Conoscenze pratiche si s’innestano terribilmente bene con le tecniche scientifiche più attuali.
Nell’intervista che proponiamo qui, per esempio, Mobrici non parla solo della vendemmia delle uve barbera nei termini consueti, ma svela anche una tecnica semplice e curiosa per evidenziare gli antociani, cioè quegli elementi naturali dell’uva che danno il colore al vino.
Non è cosa di poco conto. Magari si tratta di un aspetto banale per gli addetti ai lavori, ma meno scontato per chi, come i consumatori, cominciano a sapere molto di vino, ma conoscono ancora poco di viticoltura, cioè della tecnica di allevamento della vite e di raccolta dell’uva.
Sia chiaro: non che gli interventi tecnico-divulgativi di Mobrici svelino chissà quali misteri, ma certo sono da considerare piccoli e preziosi tasselli per valorizzare e promuovere una cultura della coltura viticola che dovrebbe (dovrebbe!) far parte di tutti coloro che amano l’Italia la quale, non a caso tra i suoi nomi antichi, annovera anche quello di Enotria, cioè di paese del vino. Di seguito, oltre alla nostra video intervista a Mobrici, anche una galleria di immagini di vigne sulle splendide colline di Nizza Monferrato, nell’Astigiano.
Buona visione

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