L’opinione. Chiamare l’Asti non dolce “Secco” è un azzardo che espone il Piemonte all’accusa di copiare il Prosecco. Intanto, però, sul web…

inserito il 7 agosto 2016

dry mascheratoLo ha confermato a SdP Massimo Marasso, vicepresidente del Consorzio di Tutela: l’Asti docg non dolce si chiamerà “secco” e non “dry”. È questa la dicitura che sarà portata come modifica al disciplinare. Una scelta per certi versi inesplicabile davanti alla definizione “dry”, già lanciata per alcuni eno-prototipi, che appare più moderna e internazionale. Perché, dunque, la scelta di chiamare l’Asti non dolce “secco”? Qualcuno, anche sui media (leggi qui), ne ha voluto vedere una sfida lanciata alla corazzata Prosecco. L’Asti non dolce che ancora non è uscito dalle Cantine sfida un fenomeno da 500 milioni di bottiglie con un brand fortissimo in espansione su tutti i mercati mondiali, Cina compresa? Si fa fatica a crederlo. Eppure qualche manager ne è convinto. Beato lui. Non sarebbe stato più consigliabile farsi una strada propria, scegliendo una denominazione lontana da termini prosecchizzanti? In fondo, come lo stesso assessore regionale piemontese all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha ricordato, il Piemonte è da quasi due secoli la culla dell’enologia di qualità e la patria del primo spumante italiano. Eppure si cerca di “imitare” chi fa, e bene, bollicine da meno di 20 anni. Perché? Una delle motivazioni potrebbe stare nell’influenza sul settore che hanno le grandi multinazionali che si occupano di Asti docg, essenzialmente due, Martini & Rossi (Bacardi) e Campari. A stare a sentire le voci sembra che questi gruppi non vedano di buon occhio un brand Asti Dry (tra l’altro entrambi hanno in gamma prodotto storici che usano il suffisso “dry”) perché non abbastanza “diversificante” rispetto all’Asti docg dolce. Inoltre, come hanno fatto notare in tanti, scegliere la denominazione Asti Secco ricorda il Prosecco di cui i piemontesi sono storicamente tra i più importanti imbottigliatori. Sarebbe quindi una facilitazione commerciale non da poco piazzare sul mercato un prodotto a base moscato, spumantizzato non dolce, che imita le bollicine venete e ha, in più, una docg di cui fregiarsi (il maggior volume del Prosecco lo fa il doc). Resta da vedere  che cosa accadrà quando i piemontesi presenteranno al Comitato nazionale vini dop e igp (dovrebbe essere già dopo l’estate) la proposta di chiamare “Asti Secco” uno spumante che sembra copiare, anche nel nome, le bollicine venete. Gli scenari ipotizzabili sono vari.  Scenario 1): i veneto/friulani (sì perché la zona del Prosecco arriva fino in Friuli) fanno finta di nulla. Scenario 2): il Prosecco chiede di approvare una sua versione dolce. Scenario 3): piemontesi e veneto-friulani si mettono d’accordo della serie “tu dai una cosa a me, io do una cosa a te”. Ma cosa?. Scenario 4): quelli del Prosecco s’incazzano e alzano barricate, la discussione va avanti mesi e l’Asti non dolce resta nelle Cantine.

Okkei, sono solo ipotesi, in qualche caso fantasiose. Magari si mettono d’accordo. Magari.

Intanto sul web si è aperta la discussione tra battute ironiche («a quando l’AstiCava o l’AstiChamp»), la sorpresa venata di sarcasmo di qualche produttore veneto di Prosecco («oh, maddai?») e le critiche aspre di qualche piemontese che si chiede «ma dovevamo proprio copiare i veneti nel nome?». Insomma il dibattito, almeno su Internet, è aperto. Ma il web, lo diciamo da tempo, non è materia in cui i Consorzi piemontesi vanno forte. Infatti, proprio ieri, 6 agosto 2016, alcuni privati hanno acquistato i domini Astisecco e Astidry. Per sapere chi sono basta andare sui siti specializzati, come questo: http://whois.domaintools.com/.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

2 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. Piercarlo Sacco 8 agosto 2016 at 20:55 -

    5) ipotesi, Zonin dentro o fuori zona asti….scambio!
    a parte gli scherzi, qui a essere dolci, o Dray gli unici a rimanere SECCHI… sia noi

  2. molinari filippo 7 agosto 2016 at 11:34 -

    Prodotto nuovo nome nuovo. Asti Dry suona meglio. Il futuro e dei giovani…..no?

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