Lutto. Morto Giacomo Bersanetti, il designer bergamasco che amava il vino e aveva il Piemonte nel cuore

inserito il 19 Marzo 2020

La notizia della morte di Giacomo Bersanetti, nato a Bergamo 63 anni fa, uno dei designer più celebri del mondo del vino italiano, si è diffusa, come capita di questi tempi, prima sui social e poi con un tam tam di telefonate tra amici, conoscenti e molte Cantine piemontesi che si avvalevano del suo studio, lo SGA di Bergamo, specializzato nella grafica dedicata a prodotti vinicoli.

A portarselo via sembra sia stata una gravissima e improvvisa patologia che ha lasciato nello sgomento la moglie, Chiara Veronelli (figlia del famoso e indimenticato giornalista del vino, Luigi Veronelli) i due figli della coppia e tanti amici che conoscevano il designer.

Tra i produttori del Piemonte suoi clienti c’è Mariuccia Borio di Cascina Castlet che ricorda Bersanetti con parole commosse: «Giacomo non era solo un consulente e un creativo che collaborava con noi, era un mio amico personale da quarant’anni, quando, giovane creativo, mi fu presentato da un amico comune. Da allora non ci siamo più lasciati, professionalmente e come amici. L’avevo visto prima che scoppiasse l’epidemia. Sarebbe dovuto venire da me all’inizio di marzo, poi la malattia che pareva una forte influenza, a cui, però è seguito il ricovero in ospedale che, però, purtroppo non è bastato».

Bersanetti aveva lavorato anche per la Cantina Braida di Rocchetta Tanaro (Asti) del mitico Giacomo Bologna la cui memoria e il cui spirito sono perpetuati oggi dai figli Beppe e Raffaella.
Ed è proprio Raffaella a ricordare Bersanetti e i suoi occhiali da intellettuale: «Una persona dolcissima che sapeva sempre vedere oltre alla bottiglia con una creatività unica, in grado di toccare corde che andavano al di là del puro linguaggio commerciale. Per questo ho amato moltissimo le creazioni che Giacomo Bersanetti ha realizzato per la nostra Cantina a cominciare da La Monella».

Oltre a Cascina Castlet e Braida tanti altri famosi eno-brand piemontesi hanno affidato alla matita di Giacomo Bersanetti l’immagine dei propri vini: da Gaia a Ceretto, da Villa Sparina a Tosti, da Fontanafredda a Bocchino a Contratto al Forteto della Luja (sua l’etichetta a striscia, “la più lunga del mondo”, che fascia il Passito di Moscato Loazzolo doc), all’Illuminata, a Pio Cesare, a Giacosa Fratelli, ai Vignaioli di Santo Stefano Belbo fino a Prunotto e tanti altri.

È ancora Mariuccia Borio a ricordare Bersanetti con parole struggenti affidate alla sua pagina social, pensieri vergati a corredo di una foto che ritrae la produttrice astigiana di Costigliole d’Asti con il designer bergamasco. Scrive Mariuccia Borio: «Hai amato la vita, la tua famiglia, il tuo lavoro, la tua Bergamo. Resterai vivo per sempre nelle etichette che hanno vestito i miei vini. Ritroverò ogni giorno, lì, il segno della tua quieta genialità. Ogni mia bottiglia in giro per il mondo “parla” grazie a te. Per me non puoi essere solo un numero che si aggiunge ai tanti della tragedia che stiamo vivendo. Sei stato un amico, un fratello, un confidente. Per più di quarant’anni al mio fianco. Mi hai capita più di chiunque altro. Ti abbraccio forte, Giacomo, perché là dove sei andato non sarà mai proibito abbracciare un amico che vivrà nei nostri cuori. Fai buon viaggio amico mio».

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

1 Commento Aggiungi un tuo commento.

  1. Giovanni Negri 20 Marzo 2020 at 08:56 -

    Caro Giacomo,
    ti ricorderò sempre per la tua passione, professionalità, rispetto e disponibilità.
    Ci lascia un grande del mondo del vino. Un uomo vero con il quale ho avuto l’onore di lavorare per 22 anni.
    Non ti dimenticheremo!

    Giovanni Negri, Direttore Marketing Gruppo Italiano Vini

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