Morto Bekim Fehmiu, l’Ulisse dell’Odissea trasmessa dalla Rai nel 1968. Tra mangiate e bevute storiche

inserito il 16 giugno 2010

È morto l’attore Bekim Fehmiu, 74 anni, stella del cinema e noto in Italia per aver interpretato il personaggio di Ulisse nell’Odissea trasmessa dalla Rai nel 1968. Sdp lo ricorda perché è un altro simbolo che sparisce di un certo modo di fare cultura popolare, quando la tv trasmetteva opere d’arte e non solo tette e culi. Chi ha più di 50 anni in su ricorda le sere passate davanti al piccolo schermo, in bianco e nero, a vedere le avventure di Odisseo, introdotte da un grande della poesia mondiale, come Giuseppe Ungaretti che, con forza espressiva ineguagliabile, leggeva i primi brani del testo di Omero. Una curiosità: proprio a cavallo degli Anni Sessanta e Settanta, Ungaretti, pochi anni prima di morire, ebbe a Canelli, nell’Astigiano, il suo buen retiro, tra buoni vini e ottimi piatti.

Del resto nell’Odissea sceneggiata dalla Rai c’era spazio anche per l’enogastronomia.

Come dimenticare gli arrosti sontuosi (e veri) che i Proci, i principi che insidiavano Penelope durante l’assenza di Ulisse, dividevano tra loro gozzovigliano e mangiando con le mani brani di carne di agnello e vitello, bevendo vino dalle brocche e da calici di metallo.

Come dimenticare il vino prelibato con cui Odisseo fa ubriacare il ciclope Polifemo e poi lo acceca. E il pranzo di festa che Nausicaa fa preparare per Ulisse, trovato naufrago sulla spiaggia.

Insomma c’è anche molto cibo nel racconto di Omero e gli sceneggiatori Rai di quei tempi ne diedero conto fedelmente.

Ora, però, l’attore che impersonò quell’eroe mitico non c’è più. Il corpo senza vita di Fehmiu è stato trovato nel suo appartamento a Belgrado. Accanto al cadavere una pistola registrata a suo nome, circostanza che fa ritenere si sia trattato di suicidio.

Nato nel 1936 a Sarajevo, Fehmiu era di etnia albanese e pare che soffrisse da tempo di depressione.

In Italia il suo volto era legato soprattutto allo sceneggiato Rai diretto da Franco Rossi, che lo aveva visto vestire i panni di Ulisse con al fianco la Irene Papas, una Penelope conturbante e dal fascino indiscutibile.

Ma Fehmiu è stato anche il primo attore albanese kosovaro di cinema e teatro ad esibirsi sulle scene dell’intera ex Jugoslavia. Conquistò fama internazionale lavorando con celebrità del cinema mondiale quali John Huston, Dino De Laurentiis, Claudia Cardinale, Ava Gardner, Charles Aznavour, Olivia de Havilland, Robert Shaw. Tra i film da lui interpretati figurano tra gli altri Salon Kitty (1976), Cagliostro (1974), Il gioco della verità (1974), Il testimone deve tacere (1974), Black Sunday (1977).

È stato protagonista inoltre di mini serie televisive italiane, quali Un Bambino di nome Gesù (1987), Disperatamente Giulia (1989) e Il cuore e la spada (1998).

Nel 1987, per protesta contro le discriminazioni nei confronti della popolazione albanese, decise di non lavorare più nel cinema e nel teatro in Jugoslavia e scrisse un libro.

Sdp

4 Commenti Aggiungi un tuo commento.

  1. Angela Prete 27 marzo 2018 at 11:06 -

    Ricordo con affetto Bekim Fehmiu bravissimo attore, da ragazzina fui affascinata dalla sua bellezza e dalla sua prorompente personalità, ricordo molte sue caratteristiche: Labbra carnose, sorriso asimmetrico, il suo modo di scuotere la testa, la postura del bacino in avanti e quel cache col o foulard annodato intorno al collo, tutte particolarità che aveva e che io ho amato molto, infatti cercavo in chiunque le sue caratteristiche ,uniche, non comuni a tutti. Con tanto affetto Bekim.

  2. pasquale veneri 9 aprile 2016 at 13:07 -

    Bekim…..indimenticabile !

  3. Marco 7 gennaio 2016 at 15:09 -

    Il punto è che non è soltato un simbolo ma un fare pieno di significato e non svuotato: cultura.
    Oggi i prodotti fanno quello che vogliono i consumatori e si trasformano tutti i porci o quasi tutti per fortuna. Per fortuna siamo in diversi a sostenere la Cultura e la Natura. Tutto ripartirà da li.

  4. Comune di Masserano 18 giugno 2010 at 11:02 -

    Simbolo di un periodo più SLOW, ne rimangono pochi…

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