Moscato. «La raccolta 2018? Una delle migliori, con uve sane e ricche di profumi», Consorzio dell’Asti docg dixit

inserito il 13 settembre 2018

filare

Com’è la vendemmia del moscato 2018 in Piemonte? Il Consorzio dell’Asti che in una nota stampa parla senza mezzi termini di «una delle migliori vendemmie degli ultimi anni» e di «uve sane e con un quadro aromatico ricco di profumi».
E siamo certi che è proprio così, a parte i filari meno esposti e con difetti di trattamento anti fitopatologie, chi ha vendemmiato i grappoli di moscato riferisce di una frutta sana e dolce, magari non come le super annate, ma in grado perfettamente di rappresentare l’oro delle colline che diventerà Asti docg (dolce e secco) e Moscato d’Asti docg annata 2018.
Qui di seguito l’analisi consortile con, in cosa, i servizi tv, rispettivamente del tg3 Rai del Piemonte e di Gusto DiVino del Tg5 Mediaset, con gli interventi del presidente del Consorzio, Romano Dogliotti, il tecnico Guido Bezzo e il vicepresidente dell’ente, Stefano Ricagno.
Buona lettura e buona visione.      

“Uve sane con un quadro aromatico complesso e ricco di profumi, per una delle migliori vendemmie degli ultimi anni. Queste le principali indicazioni che giungono dalla vendemmia 2018 in pieno svolgimento, dopo che il Consorzio ha analizzato 200 campioni di uva prelevati presso i vignaioli.

Ci sono dunque tutte le premesse per produrre un Asti, nelle versioni dolce e secco, ed un Moscato d’Asti Docg di assoluta qualità.

Vini dotati di un profilo organolettico unico, capace di distinguerli da qualsiasi altro vino a base moscato, grazie alla fragranza ed all’intenso bouquet di profumi dell’uva appena raccolta che mettono in bottiglia. Sono 52 i comuni di produzione posti a cavallo delle province di Asti, Alessandria e Cuneo, per un totale di 9.700 ettari di Moscato, coltivato da quasi 4.000 viticultori.

È proprio grazie a questo territorio che il Consorzio di tutela dell’Asti è salito in questi giorni agli onori della cronaca nazionale, con speciali sulla vendemmia nei telegiornali di Rai Tre, Rai News e Canale 5.

Una vendemmia di assoluto rilievo – sostiene Giorgio Bosticco, Direttore del Consorzio – per le nostre Denominazioni che continuano il loro processo di crescita a livello mondiale. Tre diverse tipologie, capaci di valorizzare appieno gli aspetti organolettici che hanno reso celebre ed apprezzato il Moscato d’Asti nel mondo. Vini – conclude Giorgio Bosticco – profondamente legati al loro territorio di produzione, la cui anima glamour si sposa però perfettamente con i tanti momenti di convivialità che il vino porta con sé”.

Una vendemmia giunta al termine di un processo di maturazione lento ma completo – dichiara Guido Bezzo, Responsabile del laboratorio di analisi del Consorzio – che ha permesso alle uve di sviluppare appieno il proprio spettro aromatico, senza rinunciare ad acidità e zuccheri. Anche la più recente analisi dei mosti conferma i dati già in nostro possesso, che parlano di un Moscato sano, capace di raggiungere picchi di qualità da molto tempo sconosciuti”.

L’immissione nel mercato è prevista a partire dal prossimo autunno: Italia, Stati Uniti, Germania, Russia, ma anche Cina e Corea del Sud, sono le principali destinazioni delle tre Denominazioni tutelate dal Consorzio, di cui annualmente si producono circa 90 milioni di bottiglie”.

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