Novità. Ecco la pasta-non-pasta del Mulino Marino (Cossano Belbo): solo grano italiano biologico nel segno dell’Unità d’Italia del gusto

inserito il 3 febbraio 2018

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Nella foto di Vittorio Ubertone che ritrae gli uomini della famiglia Marino, dagli Anni Cinquanta al timone del mulino a pietra di Cossano Belbo in provincia di Cuneo, non c’è Flavio Marino, fratello minore di Ferdinando che è quello con la felpa nera, e padre di Federico che è il primo da sinistra. Al momento dello scatto era impegnato a “recuperare” sonno visto che è lui che si alza tutti i giorni alle due del mattino per avviare le antiche macine. Nella foto ci sono invece, a cominciare da destra, Fulvio e Fausto (con gli occhiali) figli di Ferdinando.
Perché queste righe di presentazione? Perché in questa “squadra” che alza le braccia in segno di vittoria, dove oltre a Flavio non ci sono le donne della famiglia che sono altrettanto importanti, c’è tutta l’essenza di un’impresa che è tra le eccellenze agroalimentari piemontesi: il Mulino Marino, fondato e rinato dopo la Seconda Guerra da Felice Marino, capostipite della famiglia scomparso recentemente, uno di quei “sapori del Piemonte che non si dimenticano, che fanno scuola, che indicano la via e sanno differenziarsi e innovarsi.
E proprio in tema di innovazione SdP ha visitato il mulino perché da poco i Marino hanno lanciato sul mercato una pasta, che, però, per motivi burocratici non si può definire pasta, fatta con una selezione di grano esclusivamente italiano e coltivato nel rispetto di un severo protoccolo biologico.
Ha preso così vita una gamma di non-paste essiccate (i Marino hanno scritto in etichetta “specialità gastronomica”) che promette bene a cominciare dalla filiera controllata, rigorosamente biologica, dal basso contenuto di glutine, dall’assenza di residui chimici a cominciare dal glifosato, l’erbicida essiccante spesso al centro di polemiche proprio per le tracce che lascerebbe in alcuni alimenti come, ad esempio, la pasta essiccata. Del resto i Marino della sostenibilità e del rispetto ambientale ne fanno una questione di principio tanto che oggi il mulino dal punto di vista energetico è quasi («perché quando non c’è il sole dobbiamo sopperire» spiega Fausto Marino) autonomo grazie a un impianto fotovoltaico.
La non-pasta del Mulino Marino, grazie a un accordo, si fa al pastificio Afeltra di Gragnano, uno dei più storici e celebrati della capitale campana della pasta artigianale, con il grano raccolto tra l’Alessandrino e l’Urbinate e macinato a pietra a Cossano Belbo.
Dunque ecco paccheri, calamari, penne, linguine, tortiglioni, spaghetti e anche una mista di vari formati ideale per il minestrone, fatti con la farina – lo sfarinato di grano duro della varietà “Senatore cappelli” – del Mulino Marino che in questa operazione ha riunito in un unico progetto molti talenti italiani, da Nord al Centro al Sud, insomma un’Unità d’Italia in nome del gusto e del saper fare.
Nell’intervista che pubblichiamo qui Fausto Marino racconta caratteristiche e motivazioni dell’iniziativa che dimostra come i grani italiani, al di là delle scelte industriali, siano molto adatti a fare pasta (o non-pasta) di altissima qualità.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

Qui la videointervista a Fausto Marino. Le riprese e le immagini sono di Vittorio Ubertone.

1 Commento Aggiungi un tuo commento.

  1. Gian Carlo Consiglio 3 aprile 2018 at 15:16 -

    ritengo la vostra pasta integrale la migliore in assoluto Avete scelto un pastificio di gragnano verosimilmente facendo una enplein. Difficile localizzare il sito sul quale conoscere le varie specialità la possibilità di acquisto le modalità.
    Sembra strano però che i prezzi in promozione a eatitaly siano superiori a quelli da voi segnalati.

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