Novità. Martini (Bacardi) lancia in Uk il suo Asti Ice da bere con il ghiaccio. È la svolta “rural glam” delle bollicine dolci da moscato a docg più brindate al mondo

inserito il 13 giugno 2019

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Un paio di mesi fa, su alcuni mercati esteri, il Rosé da uve chardonany, glera e nebbiolo, un decina di giorni fa, sempre all’estero, il lancio di Asti Ice, il primo Asti docg dolce firmato Martini pensato e prodotto per essere brindato on the rocks, con il ghiaccio.
La notizia arriva da alcuni siti specializzati in lingua inglese (leggete qui, qui e qui), ma ci sono anche notizie su canali web in russo e destinati all’Asia.
Bottiglia ben disegnata, packaging alla moda con, in bella vista il famoso logo Martini (Martini & Rossi fa parte della galassia Bacardi), ma anche il nome “Asti” che ricorda la tradizione e la storia dello spumante bianco dolce italiano più brindato al mondo, l’Asti Ice Martini sembra essere davvero un nuovo modo di intendere il moscato piemontese nella sua declinazione spumantiera, quella, per intenderci, che ha fatto la fortuna di molte maison della zona compresa nell’area di produzione dell’Asti docg, i 52 Comuni (formalmente 51 dopo l’unione di Camo a Santo Stefano Belbo) tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria.
E che Martini Asti Ice parta da un nuovo concetto di spumante dolce a base di uve moscato sembrano spiegarlo le parole riportare dai siti e attribuite a Marco Mazzini, Global director del settore vini spumanti Martini per Bacardi.
Secondo queste dichiarazioni l’Asti Ice è stato pensato per ampliare le occasioni di consumo, specialmente per il periodo estivo. Dalle notizie sul web l’Asti Ice ha avuto un “allungamento” della fermentazione che ne ha alzato leggermente l’alcol, attorno agli 8° rispetto ai classici 6° dell’Asti Spumante, e abbassato il grado zuccherino, mantenendo, però, gli aromi, i profumi e il gusto tipici dell’uva moscato.
Insomma la strategia di Martini è chiara: staccare l’Asti dolce, in versione Ice, dal consumo legato alla fascia invernale delle feste natalizie e di fine anno e lanciarlo come prodotto estivo da bere a bordo piscina o su una barca o ad una festa in giardino. Lo hanno fatto, un paio d’anni fa, anche alcune Case di Champagne. Ora lo fanno gli italiani “calando” l’asso Asti.
Del resto l’operazione Martini Asti Ice, con il suo obiettivo di intercettare i consumatori, fa pensare come anche la nuova tipologia Asti Secco, versione non dolce dell’Asti, in qualche modo stia facendo la stessa strada, ampliare i momenti di consumo di uno degli spumanti italiani più originali e apprezzati al mondo.
Dunque quello di Martini (e di Bacardi) può essere interpretato anche come un segnale chiaro e forte alla filiera: la multinazionale crede nel comparto Asti di cui detiene gran parte del mercato, si parla addirittura del 50%. Un’apertura di credito che sembra essere confermata anche dai prezzi allo scaffale, l’Asti Ice è venduto in Uk a 9 sterline la bottiglia (leggete qui).

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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