Nuovo vino. È nato il Canelli docg, denominazione territoriale che eleva a eccellenza le colline storiche del Moscato. «Il lavoro di squadra paga»

inserito il 15 aprile 2019

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La notizia è cominciata a circolare, come ormai accade sempre più spesso, sui social, poi è divenatata ufficiale: oggi, 15 aprile, è nato il Canelli docg, un nuovo vino, da uve moscato, sulla scorta del Nizza docg (da uve barbera), che vuole elevare l’eccellenza del Moscato d’Asti esaltando e anche differenziando la produzione di vini unici. I tempi tecnici dicono che quella dicitura si vedrà in etichetta tra un anno.
Intanto ne parla con emozione Flavio Scagliola, vice presidente del Consorzio, enologo e produttore vitivinicolo a Canelli, in quel di Santa Libera che è un versante del complesso collinare di Sant’Antonio, una delle culle del Moscato: «È stato un gioco di squadra vincente – dice -. Produttori, enologici, tecnici, funzionari regionali e il Consorzio di Tutela, tutti hanno lavorato insieme per far nascere questo nuovo vino che affonda le sue radici nella storia del moscato e apre le ali al futuro. Per ora – aggiunge Scagliola – gli ettari iscritti al Canelli docg sono 250 con una potenzialità che abbiamo stimato di poco più di 400 mila bottiglie. Però siamo convinti che i volumi aumenteranno e anche il valore». E il rapporto con i “cugini” del Nizza docg? «Si è avverato oggi – annota Scagliola – quello che si ipotizzava vent’anni fa: il Nizza docg nella zona di Niza Monferrato e il Canelli docg nella zona di Canelli, un patto tra gentiluomini che è stato rispettato». 
Soddisfatto anche il direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco, che a SdP dichiara: «Il Consorzio ha dato dimostrazione di apertura e attenzione a produttori che operano per la valorizzazione del territorio, della qualità e della Denominaxione nel suo complesso. La finalità e l’augurio è di avere un’eccelkenza che aiuterà a far conoscere il nostro Moscato nel mondo»
E poi ci sono le voci dei produttori. Scrive Ignazio Giovine, enologo e produttore di Canelli, con giusto orgoglio: «Oggi ho letto di fronte ai miei amici e colleghi del Moscato di Canelli il nuovo disciplinare che abbiamo scritto cercando di fare il miglior lavoro possibile, non politicamente, ma tecnicamente, votato poi all’unanimità. Ci sono voluti 28 anni dalle prime riunioni per le sottozone all’approvazione del disciplinare. Da oggi abbiamo il Canelli docg, con applicazione probabile dal 2020, se tutto filasse liscio forse anche prima, ma è difficile. Per me tanta commozione. Per me tanta roba. Per me è Natale. Mi scuso se ho dimenticato qualcuno, ma mancano aziende che non posso taggare. Ringrazio Eugenio Vittone e Daniele Eberle, ringrazio il direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco e tutti coloro che ci hanno aiutato. Parlo al singolare ma esprimo i sentimenti di tante persone che ci hanno creduto e lavorato, in primis il nostro presidente (dell’associazione Moscato Canelli ndr), Gianmario Cerutti e Flavio Giacomo Scagliola che si sono impegnati tantissimo in questi ultimi mesi affinché tutto andasse a buon fine. Lavoro di gruppo. Non dite che non ne siamo capaci».
E la la foto che è pubblicata sui social, con un gruppo di produttori sorridenti, ne è la riprova.  

LA ZONA

Nel disciplinare che SdP pubblica qui sotto, regole strettissime, rese tra i 95 e gli 85 quintali ad ettaro (con la menzione “vigna”) e un’areale di produzione blindato alle province di Asti e Cuneo con questi confini: Provincia di Asti: l’intero territorio dei comuni di Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Coazzolo, ed in parte il territorio dei comuni di Bubbio, Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Loazzolo, Moasca, San Marzano Oliveto. Per questi la zona è così delimitata: Bubbio e Loazzolo la porzione di territorio sito sulla sinistra orografica del fiume Bormida. Castagnole Lanze, la parte posta alla destra orografica del torrente Tinella, Costigliole d’Asti: la porzione di territorio posta alla destra orografica del torrente Tinella sino alla frazione di Boglietto e successivamente sino alla intersezione con la SP23A, e il territorio delle frazioni di Burio e Bionzo delimitate dalla intersezione della SP 23A – SP 23 – SP 59. Moasca: piccola parte di territorio a sud confinante con San Marzano Oliveto, Canelli e Calosso. Delimitata dalla SP 109, dalla strada che collega regione Cascine con regione Annunziata fino alla SP 6, dalla regione Annunziata fino al paese di Moasca passando per SP 109, dall’ingresso del paese di Moasca verso est sino al confine con San Marzano Oliveto. San Marzano Oliveto: esclusa porzione a nord più bassa e confinante con Castelnuovo Calcea, Nizza Monferrato. Delimitata a partire dal confine con Moasca lungo la strada comunale sino alla SP 50, seguendo la SP 50 passando attraverso in paese di San Marzano Oliveto sino al confine con Calamandrana.
Provincia di Cuneo: l’intero territorio dei comuni di Camo, Castiglione Tinella, S. Stefano Belbo ed in parte il territorio dei comuni di Cossano Belbo, Neive, Neviglie, Mango. Per questi la zona è così delimitata: Cossano Belbo: la porzione di territorio posto alla sinistra orografica del fiume Belbo. Neive: la porzione di territorio posta alla destra orografica del torrente Tinella. Neviglie: la porzione di territorio posta alla destra orografica del torrente Tinella. Mango: la parte di territorio a nord della SP 270 sino all’intersezione con la SP 265, e a seguire la porzione a nord sino al confine con Neviglie.

IL DISCIPLINARE

Qui il disciplinare che è un po’ la carta d’identità del Canelli o Moscato di Canelli docg.
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Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

 

1 Commento Aggiungi un tuo commento.

  1. Enoteca Il Tempio del Vino 17 aprile 2019 at 15:25 -

    Benissimo,così aumentano le proposte
    per i nostri clienti.
    Taloni Stefano Roma

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