Progetto. Un “vestito” per il Nizza docg. Il rosso astigiano più rosso che c’è pensa a una bottiglia tutta sua sull’esempio dell’Albeisa

inserito il 8 maggio 2018

Il Nizza docg vuole una bottiglia tutta sua. Un contenitore che la identifichi, faccia dire: “quella è la bottiglia del Nizza”, insomma non solo un vino ma anche una bottiglia a denominazione d’origine controllata e garantita. I progettisti sono già all’opera e l’annuncio, con tanto di presentazione di un paio di prototipi, è stato dato poco prima della degustazione annuale con cui i produttori della denominazione da uve barbera, più di una cinquantina, analizzano i propri vini in un face to face interno il cui scopo migliorare il prodotto.
Degustazione rigorosamente “alla cieca” organizzata all’Enotecnica di Nizza Monferrato, realtà imprenditoriale attiva in Italia e anche all’estero, che rifornisce macchinari, attrezzature e prodotti necessari alla cura e alla produzione del vino. Al timone dell’azienda c’è Maurizio Grasso, nicese doc e la cui famiglia è fortemente legata, non solo professionalmente, al mondo del vino. «È un onore e un piacere essere così vicini ai produttori che oltre a essere clienti sono amici che ci aiutano a perfezionare e migliorare il nostro lavoro a favore del mondo del vino» ha detto Grasso dando il benvenuto ai suoi ospiti.
Intanto il presidente dell’associazione del Nizza docg, Gianni Bertolino ha colto l’occasione per presentare il progetto “Un vestito per il Nizza” sul modello di altre denominazioni, il Piemonte, per esempio, l’Albeisa, che hanno caratterizzato la propria origine e territorialità anche con un contenitore ad hoc.
Bertolino spiega scopi e spirito dell’iniziativa nell’intervista che ha concesso a Sdp. Qui sotto anche una galleria di immagini della degustazione di Nizza docg.

fi.la.

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