Record. È astigiana la Cantina che pigia più uva barbera docg. Barbera dei Sei Castelli nel segno della “rossa” piemontese tra ricerca, tutela del territorio e del reddito agricolo

inserito il 25 ottobre 2017

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Partiamo dalla notizia di un record: la Cantina Sociale Barbera Sei Castelli di Agliano Terme e Castelnuovo Calcea, lato Sud Astigiano, tra Nizza Monferrato e Canelli per intenderci, è la più grande Cantina del mondo per trasformazione di uve barbera destinate a vinificare Barbera d’Asti docg.
Lo ha detto, con giusto e palese orgoglio, il presidente dell’enopolio, Andrea Ghignone, nell’incontro con la stampa che si è svolto oggi (25 ottobre) nel Castello di Costigliole d’Asti che è sede del Consorzio della Barbera d’Asti il quale si sta accreditando, anche nel luogo, come catalizzatore di vari eventi legati al grande rosso piemontese.
E dopo il record qualcosa di più concreto come numeri e soldi.
Secondo i dati snocciolati dal direttore della CBSC, Enzo Gerbi (qui sotto pubblichiamo la relazione integrale) negli ultimi quattro/cinque anni i soci conferenti hanno beneficiato di un aumento del prezzo delle uve barbera pari al 43,5%. Nello specifico se la Cantina di Agliano e Castelnuovo nel 2013 pagava le uve atte a Barbera d’Asti docg 55,9 euro al quintale, nella vendemmia 2016 il prezzo è schizzato a 80,2 euro.
A questo aumento di remunerazione è corrisposto un analogo innalzamento della gradazione e di tutti quei parametri che determinano una qualità sempre crescente delle uve barbera e, conseguentemente, della Barbera d’Asti docg.
«Perché nel mondo della Barbera d’Asti si paga la qualità e la qualità paga sempre» ha commentato il presidente del Consorzio della Barbera, Filippo Mobrici che ha partecipato all’incontro. Dunque una Cantina in salute quella Barbera dei Sei Castelli, votata alla disciplina della Rossa, che vanta collaborazioni importati con l’Università, con Coldiretti che partecipa con i soci del suo Consorzio Terre di Qualità (era presente il presidente provinciale Roberto Cabiale) e con il mondo delle cooperative (c’era Davide Viglino) e conta, soprattutto, un seguito di territorio: 250 soci (300 con quelli di TdQ), 700 ettari vitati a disposizione contando anche quelli dei soci del Consorzio coldirettiano, negli ultimi 4 anni una media di 60 mila quintali di uva pigiate l’anno, 47 mila solo di barbera.
Insomma CBSC una colonna del mondo del grande rosso piemontese a docg che è esportato in 11 milioni di bottiglie, «Il vino rosso del Piemonte più esportato» ha puntualizzato Mobrici.
Certo le condizioni per crescere ancora ci sono tutte. «I nostri progetti sono rivolti alla ricerca, alla comunicazione e alla valorizzazione di un territorio che deve dare reddito dignitoso a chi coltiva le vigne. È nostra priorità la tutela del reddito dei nostri conferenti che oggi portano a casa, a seconda della qualità delle uve, tra i 9 e i 13 mila euro a ettaro. È il nostro DNA che resta nel definirci orgogliosamente anche nel nome “Cantina Sociale”» ha detto Ghignone che, in conclusione dell’incontro, ha citato uno scritto di Enzo Bianchi, Priore del Monastero di Bose, religioso e scrittore di fama, originario di Castel Boglione, borgo astigiano sulla direttrice che porta ad Acqui Terme. Scriveva Bianchi: «La vigna, infatti, a differenza dei cereali e anche di molte piante da frutto, non è una coltivazione immediatamente produttiva: piantare una vigna è gesto di grande speranza, che non a caso la bibbia pone come il primo gesto compiuto da Noè dopo il diluvio; significa stipulare un’alleanza con un pezzo di terra, affermare che lì, in quel posto preciso, si vuole dimorare, che ci si prende il tempo di attendere lì e non altrove i frutti del proprio lavoro: coltura e cultura “radicalmente” diversa da quella nomadica è quella della vigna, una sorta di patto nuziale tra l’uomo e la natura senza il quale non può nascere la “civiltà».
Perfetto.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

Ecco i dai presentati dal direttore Enzo Gerbi:  conferenza_stampa_25_107

Qui le videointerviste a Andrea Ghignone e Enzo Gerbi  e le immagini realizzate da Vittorio Ubertone 

1 Commento Aggiungi un tuo commento.

  1. Celeste Malerba 25 ottobre 2017 at 17:11 -

    Gran bel lavoro! Auguri al nuovo Presidente

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