Regione Piemonte. Si apre un tavolo su prevenzione, sicurezza e qualità alimentare. Icardi (Sanità): «Priorità per salute pubblica e a difesa delle nostre eccellenze»

inserito il 19 agosto 2019

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Salute e sicurezza alimentare vanno di pari passo. Se ne sono accorti anche in Regione Piemonte e l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, anche memore delle sue esperienze da sindaco di Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo, al centro di una delle aree piemontesi che producono grandi eccellenze agroalimentari, ha proposto un tavolo di consultazione intitolato “Il cibo è salute”. Basterà? È presto per dirlo. Intanto bisognerà vedere se il tavolo funzionerà. Per ora ecco la nota stampa ufficiale che ne annuncia la nascita. Buona lettura.    

Su proposta dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, la Giunta del Piemonte ha dato il via libera all’istituzione del Tavolo di consultazione “Il cibo è salute”, in materia di prevenzione, sicurezza e qualità alimentare.
L’iniziativa, nata d’intesa con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, chiamerà a raccolta i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria, dell’Industria agroalimentare, del Commercio, dell’Artigianato, dei Laboratori pubblici di controllo, degli Enti e delle Fondazioni interessate, oltre che singoli specialisti individuati di volta in volta, in una sorta di assemblea degli Stati generali della salute agroalimentare.
«Le problematiche della sicurezza alimentare – osserva l’assessore Icardi – rivestono un’importanza prioritaria nella qualità della vita dei cittadini e riguardano l’intera filiera alimentare, dalla produzione al controllo della salubrità del cibo, in cui sono direttamente coinvolti agricoltori, soggetti della trasformazione dei prodotti agroalimentari, responsabili e operatori del Servizio sanitario, dell’Agricoltura e della tutela ambientale della Regione. Occorre ragionare tutti insieme sulla molteplicità delle normative europee, nazionali e regionali che riguardano la filiera agroalimentare e che spesso generano difformità interpretative, con conseguenti ritardi e contenziosi in buona parte evitabili attraverso una migliore consultazione preventiva tra le parti. In più, è necessario contrastare i facili allarmismi e le notizie distorte sui prodotti alimentari e sulla loro sicurezza che finiscono per causare danni materiali e d’immagine devastanti».

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