Segnali di Fumo. Barbera Fish Festival (Agliano Terme) si allarga sul territorio e consolida il ponte tra Astigiano e Norvegia. Genta (Barbera di Agliano) «Crediamo nel concetto di rete. Le istituzioni ci seguano»

inserito il 14 ottobre 2017

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Insomma ci sono tutte le condizioni perché il Barbera Fish Festival, il festival che unisce Barbera astigiana e Merluzzo norvegese che si fa ad Agliano Terme, centro rurale dell’Astigiano diviso tra le famose sorgenti termali e la produzione di ottima Barbera d’Asti docg, in calendario oggi e domani, diventi una start-up in grado di far capire quante e quali siano le eccellenze astigiane e piemontesi, al di là di tartufo e Barolo, da esportare nel mondo.
Lo si è visto nella giornata-pretesto che gli organizzatori della festival, l’associazione Barbera di Agliano rappresentata da Fabrizio Genta e il NSC il Norvegian Seafood Council ente statale che attende alla pesca e commercializzazione dell’enorme patrimonio ittico norvegese tra cui il merluzzo rappresentata dal direttore Italia Trym Eidem Gundersen, hanno organizzato venerdì 13 ottobre (ha portato fortuna).
Al mattino giornalisti e operatori portati in quel di Masio, versante Alessandrino, per raccontare l’eterno duello tra stoccafisso e baccalà. Alla sera, a Villa Susti, splendido relais sulle colline aglianesi, la cena con due chef stellati, un italiano e un norvegese, per far capire quanto la Barbera d’Asti sposi al meglio le varianti culinarie del merluzzo, tradotto: baccalà, quello conservato sotto sale, e stoccafisso quello essiccato.
Ai fornelli c’erano Paolo Barrale, del ristorante Marennà a Sorbo Serpico, in Campania, e Sven Erik Renaa, del ristorante Re-naa a Stavanger, in Norvegia. Non un duello, piuttosto un duetto a quattro mani con Sven che ha interpretato il pesce con qualche suggerimento italiano (ha citato Enrico Crippa, lo chef tristellato del ristorante Duomo di Alba) e Paolo che ha tirato fuori tutto il cuore e la cucina campani. Il risultato è stata una cena sorprendente, con sapori e profumi inusuali che hanno colpito, insieme alle Barbera selezionati da sommeliers  di livello tra cui la norvese di origine israeliana Liora Levi.
Dunque è presto detto: esame superato. Non solo come spiega Fabrizio Genta nell’intervista a SdP, il modello Barbera Fish Festival è già sotto i riflettori di aree che sono abituati ad accrediti internazionali. «L’interesse da parte di operatori della zona dell’Albese ci ha fatto capire quanto siamo sulla strada giusta» ha detto Genta.
Ora le parole d’ordine deve essere sinergia. Altrimenti si rischia l’implosione.

fi.la.

Qui l’intervista a Fabrizio Genta con immagini della cena a Villa Susti e dei protagonisti di Barbera Fish Festival 2017 che si svolge in questo fine settimana.

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