Turismo. Parla Stefano Chiarlo (Astesana Strada del Vino): «Atl Unesco Alba-Asti? Bene che si faccia. Noi lo dicevamo da un po’. Ora entri anche Alessandria». L’ipotesi di una “strada” unica dei vini piemontesi

inserito il 29 agosto 2018

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Stefano Chiarlo oltre a essere il presidente di Astesana Strada del vino, è anche vicepresidente del Consorzio di tutela della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato e con la sua famiglia al timone di una delle maison vitivinicole, la Michele Chiarlo, che è una griffe in tema di Moscato, Barbera e Barolo con un relais de charme nelle Langhe. Insomma Chiarlo è “persona informata dei fatti” e a lui SdP non poteva non chiedere un’opinione sulla recente notizia dell’alleanza tra le Atl di Asti e Alba-Bra.
«Sono contento – dice -, del resto – aggiunge – come Astesana Strada del vino da tempo andiamo dicendo che ci vuole un’Atl unica per la zona dei Paesaggi vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato che dal 2014 sono patrimonio dell’Umanità Unesco. Questa intesa tra Asti e Alba è un buona cosa. Resta, però, da aggiungere Alessandria che fa parte del sito Unesco e che completerebbe la fisionomia della nuova Atl».
Insomma Chiarlo condivide la proposta fatta a SdP del presidente dell’Atl Asti, Luca Mogliotti. «È una logica conseguenza – precisa l’imprenditore vinicolo -, anche in considerazione – annota – delle importanti risrse turistiche ed economiche che l’Alessandrino può mettere a disposizione».
Resta da vedere se nell’ipotetica Atl Unesco Langhe-Roero e Monferrato entreranno solo i territori Unesco dell’Alessandrino o anche la città e l’intera provincia alessandrina.
È una domanda che si stanno facendo in queste ore esponenti politici e operatori alessandrini che avvertono sul rischio che la loro provincia resti isolata dal resto del Piemonte turistico (leggi qui).
«Capisco che lo si dica da molto tempo, ma dobbiamo fare cadere una volta per tutti gli steccati che hanno diviso. Servono unità e collaborazione non campanili e contrasti» dice Stefano Chiarlo a cui sottoponiamo una provocazione: in questa ottica che senso hanno le varie strade del vino? Perché non immaginare un’unica rete di strade del vino piemontesi?
«Me lo auguro – replica Chiarlo -. È giunto il tempo di pensare e agire come un team e non a comparti stagni. Il mondo non funziona così».

 

 

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