Turismo. Per Lonely Planet, la più “cool” delle guide turistiche, è il Piemonte la regione italiana da visitare nel 2019. E da Torino (e non solo) gongolano…

inserito il 23 ottobre 2018

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Il Piemonte è la prima regione italiana da visitare nel 2019. Lo dice la guida Lonely Planet, guida turistica molto alla moda, spesso al centro (come altre guide) di polemiche e addirittura di aspre contrapposizioni, in base alla classifica #BestinTravel 2019.
La guida spiega gli appeal del Piemonte qui e, come era prevedibile, questo expolit piemontese in campo turistico ha suscitato commenti positivi di molti operatori e amministratori pubblici. Una per tutti l’assessore regionale a Turismo e Cultura, Antonella Parigi, che sul suo profilo Facebook non ha esitato a dichiarare la propria soddisfazione per il riconoscimento di LP alle vocazioni turistiche piemontesi.
Ecco che che ha scritto la Parigi: «Sono molto felice. È una soddisfazione per tutti, amministratori ed operatori. Grande lavoro di squadra!!! Il Piemonte è la prima regione al mondo da visitare nel 2019! Questa notte è arrivata una notizia, davvero bella e di cui sono molto orgogliosa: il Piemonte è in cima alle classifiche internazionali Best In Travel 2019 di Lonely Planet. Un riconoscimento importante, che testimonia il grande lavoro fatto in questi anni per far crescere la nostra regione come destinazione turistica: un impegno che ci ha visti a fianco dei territori e dei tanti operatori che, con noi, credono nello sviluppo di un settore che può sempre più rappresentare un punto di forza per il Piemonte. Un traguardo importante e prestigioso, che rappresenta una grande opportunità per il nostro turismo. Grazie a tutti!»
Ora, al di là di contentezze e “wow!” che si sono visti via social e sulle pagine dei giornali, bisognerebbe ricordare ad alcuni sindaci e/o assessori provinciali e comunali e anche a responsabili e operatori di strutture ed enti turistici che per mantenere le promesse dichiarate dalle guide bisogna darsi da fare anziché lamentarsi, migliorare anziché cancellare manifestazioni, tutelare anziché ignorare il paesaggio e l’ambiente. Ecco, così, magari qualche possibilità, oltre al consueto connubio vino e buon cibo, resta.
 

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