Vendemmia 2019. Parlano i Consorzi di tutela: «Grappoli belli, sani e quantità adeguata». Il vigneto Piemonte si presenta al meglio. Raccolta già avviata per alcune varietà

inserito il 4 settembre 2019

moscato

In generale un’ottima annata, con un clima che fino a oggi, facendo tutti gli scongiuri del caso, ha accompagnato bene una maturazione che si presenta un po’ rallentata, ma ottimale, con grappoli mediamente sani e viti in salute che stanno fornendo volumi inferiori a quelli potenziali il che viene interpretato come un bene per qualità e mercato. E anche se in alcune, per fortuna, limitate aree la grandine ha devastato, resta comunque una fotografia positiva sulla vendemmia piemontese targata 2019 quella che arriva dai maggiori Consorzi di Tutela attraverso le voci dei rispettivi presidenti raccolte da SdP. Eccole.

Alta Langa

Giulio Bava, enologo e produttore del Metodo Classico piemontese che si ottiene da uve chardonnay e pinot coltivate solo in zone collinari oltre i 25o mnetri sul livello del mare, risponde mentre è tra le vigne e non ha né remore né dubbi: «L’Alta Langa è lo spumante più figo perché si fa con la migliore, prima uva che si vendemmia in Piemonte – dice e aggiunge -. La raccolta di quest’anno si presenta ottima. Ne gusteremo i buoni frutti tra 3, 4 anni quando la prossima annata di Alta Langa vedrà i calici». Bava poi parla dei prossimi progetti: la “Prima dell’Alta Langa” a Milano a ottobre, la partnership con Cheese, la rassegna internazionale del formaggio firmata da Slow Food che si svolge a Bra (Cuneo) dal 20 al 23 settembre; e con la Fiera internazionale del Tartufo ad Alba da ottobre a novembre 2019.

Moscato

La vendemmia del moscato si comincia proprio in questi giorni. Per Romano Dogliotti, produttore e griffe del moscato nonché sanguigno presidente del Consorzio di piazza Roma, grappoli e viti stanno dando il massimo. Dice: «Bei grappoli e vigneti per lo più sani sono alla base per fare ottimi prodotti come il Moscato e l’Asti docg nella tipologia dolce e secca. I vignaioli dovranno entrare nei filari con la consapevolezza di essere protagonisti della storia di uno dei vini più importanti e apprezzati d’Italia. Lo racconteremo venerdì a un gruppo di operatori Usa che saranno in visita al nostro territorio».

Barbera & c.

Anche il presidente Filippo Mobrici, a capo del Consorzio della Barbera e Vini del Monferrato, parla di un’uva e di vigneti sani. «Fino ad oggi – conferma – il clima è stato davvero favorevole. Siamo davanti a una stagione ottimale per la vegetazione della vite e la maturazione dei grappoli sia per quanto riguarda varietà a bacca rossa sia per i bianchi. Anche la quantità è adeguata, senza eccessi in aumento o in diminuzione. Ci attendiamo ottimi vini». Mobrici accennerà alla vendemmia anche venerdì qundo, al Castello di Costlgliole d’Asti, sede consortile, si parlerà di progetti futuri tra cui anche un Cortese Piemonte Spumante su cui Consorzio e produttori puntano molto.

Brachetto

La vendemmia fa un po’ dimenticare le tribolazioni di uno dei viti più celebri e incomprensibilmente travagliati del Piemonte: il Brachetto.
Paolo Ricagno, presidente del Consorzio di tutela del più famoso vino rosso piemontese dolce (da un anno anche in versione secca) a docg, conferma le indicazioni dei suoi colleghi. Dice: «Abbiamo cominciato a  staccare i grappoli di brachetto in queste ore. Ottima uva, con profumi, sapore e gradazioni da super annata. Il clima ci ha aiutato a gestore al meglio il vigneto e i risultati si vedono. Il brachetto dirà ancora la sua e sarà al meglio».

 

Barolo, Barbesco & friends

Il nebbiolo sarà una delle ultime varietà di uva a essere vendemmiata. Matteo Ascheri, produttore e timoniere del Consorzio di tutela, condivide le analisi degli altri consorzi: anche per il nebbiolo è un’ottima annata. «Si tratta di una tipologia di uva che è molto resistente e lo sta dimostrando. I grappli e le vigne sono sani. Qualche problema possiamo aspettarcelo per la barbera e il dolcetto, la prima sensibile ai possibili ristagni di umidità, il secondo più delicato per sue caratteristiche».

Gavi

Infine ecco un estratto della nota ufficiale con la quale il Consorzio del Gavi docg rappresenta la vendemmia 2019:
«Si conferma la raccolta del Cortese atto a Gavi DOCG nel suo periodo tradizionale, dopo la seconda metà del mese di settembre, presumibilmente intorno al 20. Il bel tempo e le temperature estive degli ultimi giorni hanno aiutato a incrementare i valori qualitativi delle uve: i grappoli sono pieni e quindi la situazione è positiva. La vendemmia 2019 conclude un’annata complessa, profondamente diversa dalla scorsa. La scarsa disponibilità idrica in inverno e fino a metà aprile, la piovosità della primavera inoltrata, l’estate calda ma senza eccessi – a parte due episodi a giugno e a fine luglio – e con piovosità sopra la media, hanno portato infine ad una maturazione corretta delle uve. Dal confronto con i dati delle annate precedenti (a partire dal 2005) si nota, però, un ritardo rispetto alla media delle ultime vendemmie, che riporta il tempo della raccolta alla seconda metà del mese, mentre in vigna si continuerà a lavorare nei prossimi giorni per gestire correttamente la chioma del vigneto e il suolo.
Il presidente del Consorzio Tutela del Gavi, Roberto Ghio, commenta così questi dati: “Il Gavi è uno dei pochi vini a mantenere un trend positivo: l’andamento della vendita delle bottiglie è in aumento rispetto lo scorso anno e si prospetta una buona vendemmia: sta alla zona dimostrare maturità, poiché il mercato gradisce la stabilità nei prezzi, senza picchi, né cali immotivati”».

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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