
Ora il nodo da sciogliere è il prezzo delle uve. Lo avevamo scritto tra i vari comunicati stampa che si sono susseguiti subito dopo l’ipotesi di intesa sulle rese delle uve moscato per Asti Spumante e Moscato d’Asti (85 quintali/ettaro e 15 di esubero aromatico) che sarà messa in approvazione dell’assemblea del Consorzio dell’Asti il 30 giugno a Nizza Monferrato. Lo indica anche la nota stampa rilasciata oggi da Cia (agricoltori italiani) Piemonte Valle d’Aosta, che pubblichiamo in versione integrale. Ma prima occorre una breve premessa: da anni il prezzo delle uve è lasciato alle contrattazioni tra produttori e acquirenti. Unica raccomandazione non detta è che si arriva a un compenso equo in memoria di quel “patto tra gentiluomini” che ispirò per parecchi decenni la commissione paritetica, ente consultivo con parte agricola, parte industriale e, in qualità di osservatore, la Regione Piemonte, garante di una certa stabilità di rese e prezzi, poi abolita a causa di una interpretazione sulle leggi antitrust europee. Detto questo ecco il testo di Cia Piemonte e Valle d’Aosta.
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Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta esprime apprezzamento per l’intesa raggiunta in sede di Consorzio di Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti sulle rese produttive della prossima vendemmia, fissate a 85 quintali per ettaro, con l’aggiunta di ulteriori 15 quintali di mosto aromatico.
Va riconosciuto lo sforzo compiuto sia dalla componente agricola che da quella industriale per arrivare a una soluzione condivisa, nell’interesse complessivo del comparto.
Resta fondamentale che il prezzo delle uve Moscato destinate alle denominazioni Asti e Moscato d’Asti si mantenga almeno sui livelli della scorsa campagna, compresi tra 1,15 e 1,20 euro al chilogrammo. Non sussistono infatti motivazioni oggettive che possano giustificare una riduzione delle quotazioni; al contrario, alla luce dell’aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende agricole, vi sarebbero semmai le condizioni per una loro rivalutazione.
Secondo Cia Piemonte e Valle d’Aosta, ogni iniziativa finalizzata a sostenere prezzi inferiori finirebbe inevitabilmente col tradursi in una deprecabile penalizzazione ai danni degli agricoltori.
E sarebbe Speculazione.