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Alle OGR di Torino. Grandi Langhe e il Piemonte del Vino (26-27 gennaio), vetrina, osservatorio e “negozio” del vino piemontese nel cuore della prima Capitale d’Italia. Le voci “da dentro” del salone professionale che non è per tutti, ma per molti sì

I primi rumors riferiscono di migliaia di visitatori accreditati (le stime potrebbero oltrepassare le cinquemila presenze registrate nel 2025) tra cui centinaia di giornalisti, comunicatori del vino, operatori e buyers da Italia e dal mondo.

Grandi Langhe e il Piemonte del vino, la rassegna b2b, che si è svolta dal 26 al 27 gennaio, riservata a giornalisti e operatori con un taglio destinato agli utenti professionali, nata da un’idea del Consorzio Barolo e Barbaresco e del Consorzio del Roero e che ha un paio di edizioni gode anche dell’organizzazione diretta del Consorzio Piemonte Land of Wine ente che raggruppa tutti i Consorzi vinicoli, ha celebrato il decennale alle OGR di Torino, riscuotendo consensi e approvazioni.

La formula vincente è lo spirito di team che il Piemonte sta sempre di più mettendo in campo per promuovere al meglio tutte le sue denominazioni vinicole in Italia e nel mondo.

Un concetto di squadra, questa volta declinato per davvero in modo concreto e non più come semplice slogan buono per tutte le stagioni, che traspare in modo diretto e indiretto in tutte le dichiarazioni degli “attori” principali (presidenti di Consorzi, espositori ed esponenti delle istituzioni) che SdP ha sentito nel primo e nel secondo giorno di evento.

Qui le video interviste e una galleria di foto dell’evento realizzati con l’apporto tecnico di Vittorio Ubertone.

fi.l.

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