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Ancora su Mercosur. L’Agivi (giovani imprenditori del vino) plaude. «Fuori dalla stretta dei Top 5. Diversificare i mercati è scelta strategica». Ma l’Italia degli allevamenti trema e avverte

Mentre la UE, come abbiamo visto e scritto, dà il primo via libera al Mercosur, patto commerciale con il Sud America che sembra preveda anche l’azzeramento di dazi e facilitazioni di libero interscambio di merci, da una parte ci sono i vinicoli che non vedono l’ora di conquistare nuovi mercati, dall’altra filiere alimentari, come quella della carne, che temono concorrenza sleale e speculazioni.

La comunicazione, in un senso e nell’altro, si sviluppa, come ormai accade per molti temi, sui social.

Così sulla Rete c’è Agivi, l’associazione dei giovani imprenditori vinicoli, che sottolinea le occasioni per differenziare i mercati che Mercosur offrirà e anche la possibilità di sottrarsi al pericolo di dipendere solo dai mercati che ora assorbono la quasi totalità della produzione. Sostiene Agivi: “Diversificare i mercati è oggi una scelta strategica per la resilienza del vino italiano. L’accordo con l’area Mercosur apre nuove opportunità: riduzione dei dazi, tutela delle Indicazioni Geografiche e accesso a mercati in crescita come il Brasile. Un passo concreto per ridurre la dipendenza dai mercati storici e rafforzare la competitività delle imprese”. Chiaro, ma ecco i post:

Da Coldiretti una posizione completamente contraria, con video che criticano la presidenza UE e le sue scelte di apertura non solo verso i mercati sudamericani, ma anche verso produttori di altri Paesi, come il Nord Africa che potrebbero, secondo Coldiretti, colpire la filiera dell’olio. Uno dei temi contro il Mercosur è il mercato della carne. Quella che arriverà da quei Paesi, secondo Coldiretti, potrebbe non rispettare gli elevati standard europei e tira in ballo anche l’industria chimica tedesca. Ecco il messaggio social: “L’accordo Mercosur non ci soddisfa perché favorisce soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei e del reddito degli agricoltori. Non ci fidiamo di Ursula von der Leyen e per questo motivo senza risposte certe in questi giorni sulla reciprocità, chiesta dal Governo italiano, torneremo nei prossimi giorni a urlare in maniera forte in Europa, a Strasburgo, il nostro NO a questo accordo senza reciprocità”.

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