
Sezioni di muri, in mattoni rossi e in pietre da cantone, intersecati tra loro e collegati con fili gialli e rossi che creano una sorta di labirinto-ragnatela con, in più, una pattuglia di piccole installazioni a cupola traslucida che sembrano gregari che rincorrono un campione in fuga. Il tutto incastonato tra le vigne di moscato bianco che creano un anfiteatro naturale chiamato “La Mocalvina”, una delle piccole valli più belle e suggestive alle porte di Canelli, nell’Astigiano, spesso utilizzata per spettacoli teatrali e talk.
L’opera, presentata ieri, e intitolata Pluriversal Recapturings (Riconquiste pluriversali), è dell’artista brasiliana Maria Thereza Alves e si inserisce nel programma artistico delle “Capitali Sorelle” di Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027.
Spiegano gli esperti che con la Alves, presente all’inaugurazione di Canelli, hanno curato l’allestimento: «L’opera non è solo un monumento da ammirare, ma un vero e proprio organismo vivente inserito in una sistemazione ecologica curata da ecoLogicStudio. La struttura, realizzata in mattoni e pietra da cantoni, è circondata da un giardino di specie vegetali autoctone che evolverà nel tempo, offrendo un rifugio alla biodiversità locale. L’intervento si inserisce, inoltre, all’interno di una più ampia sistemazione paesaggistica a carattere ecologico che prevede la piantumazione di specie vegetali autoctone secondo una geometria circolare concentrica capace di favorire biodiversità e relazioni interspecie. Pensato come un sistema aperto e non definitivo, il giardino evolverà nel tempo in risposta alle condizioni microclimatiche del sito, lasciando progressivamente spazio all’autonomia della vegetazione e ai processi naturali di trasformazione».
Per la sindaca di Canelli, Roberta Giovine, l’opera della Alves è un muro che si trasforma in ponte tra passato, presente e futuro: «La sistemazione, che all’artista è piaciuta molto, tra le vigne dell’uva principe della nostra zona, il moscato bianco, è molto significativa ed è perfettamente in sintonia con lo spirito dell’opera come collegamento tra natura e umanità, tra le varie specie viventi che coabitano nello stesso ambiente».
Per chi volesse visitare l’opera questa la posizione, proprio di fronte all’ex collegio dei Salesiani (ora è una RSA) e a fianco dell’hotel La Mirusina: https://maps.app.goo.gl/JxzHTYNmUcSuQChi6
Qui alcune immagini del sito con l’opera di Maria Thereza Alves












