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Crisi del vino. Massimo Fiorio: «Non è un mondo omogeno. C’è chi taglia le rese e chi le aumenta. Non ci sono “buoni” o “cattivi”, solo esigenze e interessi diversi»

Sulla crisi del vigneto Italia e di quello piemontese ospitiamo un intervento di Massimo Fiorio, già sindaco di Calamandrana, centro vitivinicolo astigiano, ex parlamentare e oggi a capo di una società che si occupa di agricoltura e ambiente.

Fiorio sostiene che: «C’è una viticoltura intera che ha abbassato le rese, che ha deciso di produrre meno per tentare di non aggravare la situazione. Ma é un modello di viticoltura, sono aree precise del nostro Paese, soprattutto le aree interne. Sì le famose aree interne di cui si riempiono la bocca associazioni e politica. C’è invece una viticoltura che in questi anni ha deciso di incrementare le produzioni, sono aree che hanno avuto il via ad un aumentare le rese. Ed altre aree di quel tipo chiedono di poter produrre con le stesse rese. Ci sono dunque almeno due viticolture: una, che per cercare di salvarsi, tenta la strada di diminuire le produzioni per non essere messa fuori mercato ed una che ha incrementato produzioni e chiede di poterlo fare. La seconda fa dumping sulla prima in un quadro in cui il decisore politico guarda e non capisce la differenza. Sarebbe utile almeno partire da questa distinzione, aiuterebbe a comprendere le dinamiche in corso, a questo punto continuare a parlare del “mondo del vino” come fosse lo stesso é sbagliato. Non ci sono buoni e cattivi, ma esigenze e interessi diversi».

CHI È

Laureato in Filosofia a Torino, Massimo Fiorio ha conseguito un dottorato in Filosofia ed ho svolto attività di ricerca in università italiane e straniere. È stato deputato della Repubblica per 3 legislature nelle quali si è occupato di agricoltura ed ambiente in particolare di Agricoltura sociale, di Agricoltura biologica, spreco alimentare e di alcune filiere produttive. Ha una società che si occupa di agricoltura e ambiente. Ha pubblicato il libro “Decarbonizzare la democrazia” che è un testo che interroga il nostro sistema politico istituzionale alla luce delle fonti energetiche che ne hanno consentito lo sviluppo, e nel 2025, “Nuovo ordine energetico?”, volume che indaga e analizza l’impatto oggi sulle comunità dell’accessibilità a fonti di energia. Collabora, inoltre, con diverse testate giornalistiche (Agricolae, AGEEI e Avvenire Agricolo).

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