
Un proclama dedicato a chi l’ospitalità la costruisce quotidianamente: è il cuore del Manifesto, annunciato martedì 8 settembre, a Costigliole d’Asti in occazione dell’apertura dell’anno Accademico dell’ICIF, la scuola internazionale di cucina che ha sede nel paese astigiano.
Il Manifesto è firmato congiuntamente da Piero Sassone, presidente dell’ICIF International Culinary Institute of Italy e da Mariano Rabino, presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.
La lettura integrale del testo, nel corso della cerimonia di avvio dell’anno Accademico, è stata affidata a Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio di Torino e madrina dell’evento.

La presentazione del Manifesto dell’Accoglienza insieme all’avvio delle lezioni dell’ICIF non è stata una coincidenza, ma la conferma che ospitare è un mestiere. In aula erano, infatti, presenti allievi provenienti da dieci Paesi: Taiwan, Filippine, Hong Kong, Malesia, Corea del Sud, Brasile, Finlandia, Regno Unito, Francia e Stati Uniti.
Tra gli impegni sottoscritti nel Manifesto uno soltanto obbliga i firmatari: continuare a tenere i riflettori accesi su tutto il comparto ristorativo. Il testo è raccolto nel volume “Il Valore dell’Ospitalità — la voce degli invisibili”, che resterà al Castello di Costigliole d’Asti e farà da libro delle firme, aperto a chiunque vorrà aggiungere la propria.

Dall’intervento del Presidente ICIF Piero Sassone
“Nove persone su dieci, in questo mestiere, non compariranno mai in una guida e non riceveranno mai un premio. Il ragazzo che alle sei scarica le cassette. La donna che stira le tovaglie. Quello che lava i piatti mentre noi siamo qui. E sono invisibili. Il problema non è chi viene premiato: è che i riflettori illuminano pochi e lasciano al buio tutti gli altri. Per questo oggi non aggiungiamo un premio. Proclamiamo un manifesto.”
Sassone ha anche ricordato le origini dell’ospitalità del territorio, citando la famiglia Alciati che nel 1961 aprì a Costigliole d’Asti il primo due stelle Michelin del Piemonte e ha ringraziato le rappresentanze nazionali ed estere presenti, tra cui l’Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia e il Consolato Generale della Repubblica delle Filippine a Milano.

La giornata
La cerimonia si è aperta con il saluto del Sindaco di Costigliole d’Asti Enrico Alessandro Cavallero ed è proseguita con gli interventi di Piero Sassone, Mariano Rabino, Livio Negro (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti), Evelina Christillin e Paolo Bongioanni, assessore all’Agricoltura, Cubo e Turismo della Regione Piemonte. A seguire, sono stati chiamati a firmare il libro degli ospiti anche gli chef e i ristoratori che hanno partecipato alla cerimonia.

Il testo del Manifesto
Il Manifesto nasce da una constatazione semplice: guide, classifiche e stelle raccontano l’eccellenza, ma illuminano pochi e lasciano nell’ombra molti altri. Il documento non aggiunge un premio a quelli che già esistono: afferma che ospitare è un mestiere, che un mestiere si trasmette, e che chi lo esercita senza comparire in nessuna classifica merita di essere nominato. Tra i suoi passaggi, un omaggio a Carlin Petrini, scomparso nel maggio scorso, per il suo insegnamento sul valore culturale del cibo e del sapere contadino.












