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Dai territori (birra). Il Nuovo Birrificio Nicese festeggia i primi vent’anni con la sfida più ambiziosa: una birra con ingredienti tutti piemontesi e una IGP tutta sua

Vent’anni fa, in un pub di Nizza Monferrato, in provincia di Asti, terra di grandi vini rossi e bianchi, qualcuno ebbe un’idea nel buio. Non una grande illuminazione da manuale d’impresa, fu una piccola scintilla, come le descrive Carlo Colombara (foto sotto), fondatore del Nuovo Birrificio Nicese: «Voler creare, tra le colline del vino piemontese, una birra a cui ti affezioni nelle serate al pub. Vent’anni fa non era così» assicura.

Oggi quel birrificio compie vent’anni e li festeggia in grande stile con l’evento intitolato “Il 20° Round — 20 anni di colpi ben assetati”, due giorni di birra, cucina e musica dal vivo in programma, il 31 luglio e il 1 agosto 2026, nella sede di Strada Bossola 29, Nizza Monferrato (AT). L’ingresso e parcheggio sono gratuiti, gli orari: dalle 19 all’una di notte il venerdì e dalle 18 il sabato.

La festa

Il programma della manifestazione è nutrito e pensato per tutti i palati — non solo quelli assetati di birra artigianale.

La serata del 31 luglio apre i cancelli alle 19 con musica live dalle 21 e il gran finale alle 22 con i Meganoidi, band torinese tra le più amate della scena rock italiana.

L’1 agosto la giornata inizia alle 18 con il convegno “Birra Origine Piemonte” e prosegue alle 20,30 con la band Jack Dennis in versione unplugged e alle 22 con il dj set di Fabry Violino.

Sul fronte gastronomico, l’offerta è di quelle serie: Crust di Asti porta la pizza gourmet, Coj Bistrò di Alba arriva con burger, pulled e fritto di pesce, la Pro Loco di Nizza Monferrato presidia il territorio con la farinata di ceci. Le birre sono ovviamente quelle del Nuovo Birrificio Nicese & Friends, mentre per le bollicine ci pensa Cascina La Barbatella.

La storia: se vent’anni vi sembrano pochi

«Compiamo vent’anni e facciamo questa festa per celebrarli», racconta Colombara. «Nel corso di questi anni la birra ha assunto un aspetto completamente diverso, e siamo tra i colpevoli di questa trasformazione» spiega. Una confessione orgogliosa, quella di Colombara. Il Nuovo Birrificio Nicese è tra i pionieri della birra artigianale piemontese — tra i primi cinquanta produttori italiani — in un’epoca in cui la piccola illuminazione di Teo Musso a Piozzo, il noto birraio cuneese, stava aprendo una strada che in pochi avevano capito quanto sarebbe diventata larga. «Volevamo creare un prodotto a cui la gente si affezionasse. Vent’anni fa non era così» — e questo spiega tutto: la semplicità di un’idea, la fatica di realizzarla, il privilegio di vedere che ha funzionato.

La sfida: la birra piemontese con IGP

Ma il compleanno è anche l’occasione per guardare avanti, e quello che Colombara e il Consorzio Birra Piemonte — fondato sei o sette anni fa con presidente Claudio Conterno, della famiglia di produttori di Barolo — hanno in mente è qualcosa di molto ambizioso: portare la birra artigianale piemontese lungo lo stesso percorso di valorizzazione che il vino ha percorso in decenni di lavoro. Con un disciplinare, una filiera certificata, e — obiettivo dichiarato — una IGP per la birra piemontese.


«La birra è stata ascritta al ruolo di prodotto da scaffale del supermercato», spiega Colombara, «ma – avverte – è un prodotto agricolo. Finora molti di coloro che la consumano neppure conoscono bene la materie prime da cui si ottiene». Ed è esattamente da lì che il Consorzio ha deciso di partire: dall’orzo. Dopo ricerche nelle banche dati nazionali, il gruppo ha isolato varietà di orzo autoctono piemontese, arrivando a coltivare il primo ettaro sperimentale. «Va bene per fare la birra», dice Colombara con la soddisfazione di chi ha trovato quello che cercava. Parallelamente si stanno conducendo studi sul luppolo locale, con il coinvolgimento della CIA (coltivatori italiani) di Cuneo e di altre realtà del territorio.

L’obiettivo finale è un disciplinare vero e proprio — «come il vino», dice senza esitazione — che preveda tutti ingredienti piemontesi e che dia alla birra prodotta in questa regione un’identità certificata e tutelata. «Il terroir esiste anche per la birra», afferma Colombara. «Le caratteristiche conferite all’orzo dalla terra, dall’esposizione, dal microclima sono reali. Dobbiamo imparare a riconoscerle e a comunicarle».

C’è anche una dimensione storica in questo progetto: le ricerche del Consorzio hanno rivelato come la birra in Piemonte sia più antica di quanto si pensi. «Ci sono più storie di birra di quante immaginiamo», racconta Colombara. «Le ricette venivano fatte tutte in quel modo. Stiamo cercando di ricreare prodotti che abbiano un background storico. Un’unicità di prodotto» anticipa.

Tutto questo troverà spazio nel convegno Birra Origine Piemonte, in programma sabato 1 agosto alle 18. Interverranno tra gli altri Paolo Bongioanni, assessore regionale all Agricoltura e Cibo e Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato e presidente della Provincia di Asti, insieme a Colombara e al presidente del Consorzio, Claudio Conterno.

Un incontro aperto a colleghi produttori, operatori e appassionati, per spiegare, come dice Colombara, «passato, presente e futuro» di una birra piemontese che vuole finalmente conoscere se stessa.

«Inizia a esserci un gioco di squadra tra il mondo della birra e quello del vino», osserva, sottolineando la presenza di Conterno — produttore di Barolo — alla presidenza del Consorzio. Un segnale che in Piemonte, terra di grandi vini, ma anche di artigiani straordinari, i due mondi stanno cominciando a parlarsi.

«Mi auguro che il convegno sia ben recepito», chiude Colombara. Con la modestia di chi sa già che l’idea è buona — come quella notte di vent’anni fa nel buio di un pub, quando tutto è cominciato.

Enrico T. Larganà

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