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Dai territori. Primo bilancio del Centro Enoturistico “Il Risveglio del Ceppo” della Cantina Barbera Sei Castelli. Bologna (presidente): «Successo nato da lavoro dei nostri vignaioli». Enzo Gerbi (direttore enologo): «Più produzione e incassi, ma anche attenzione ad arte e cultura»  
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Ci sono anniversari che non si dimenticano. Specialmente se hanno significato, e significano ancora, una chiave di volta, cioè quel particolare momento in cui tutta l’architettura di un’iniziativa prende una nuova strada, diversa dal passato pur affondando le sue radici proprio in quello che fin lì è stato fatto.

Un anno fa, esattamente tra la fine di giugno e l’inizio di luglio del 2024, con grande successo di folla e di seguito, la Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli inaugurava il nuovo Centro Enoturistico “Il Risveglio del Ceppo” di regione Opessina 41 a Castelnuovo Calcea, nell’Astigiano.

Una struttura unica nel suo genere che in questi mesi ha dimostrato di svolgere attività e ruoli che sono andati, e andranno, ben al di là della sia pure preziosa e proficua promozione e vendita dei vini prodotti dalla Cantina che, secondo gli ultimi dati, ha portato ottimi benefici economici rispetto al vecchio punto vendita, con la vendita delle bottiglie che ha segnato un +13% pari a un +20% di fatturato.

Intanto c’è anche da ricordare che nel 2024, nella sede di regione Opessina, insieme al Centro Enoturistico, che prende il nome “Il Risveglio del Ceppo” dal progetto di recupero di vite centenarie di Barbera d’Asti realizzato insieme all’Università d Torino da cui è stato ottenuto un vino che celebra la tradizione più vera della Barbera piemontese, fu inaugurato anche il museo “L’Anima del Vino” che raccoglie una selezione di opere dell’artista aglianese, Ezio Ferraris con interpretazioni creative di vecchi ceppi di vite. Un viaggio artistico originalissimo dentro alla radici di una cultura contadina che insegna ancora molto.

Cantina Sociale Barbera Sei Castelli – 6 giugno 2024 – © Vittorio Ubertone – www.400asa.photo – www.saporidelpiemonte.net

Oggi, a dodici mesi da quella inaugurazione, i vertici della Cantina Sei Castelli hanno stilato un primo bilancio delle attività effettuate nella struttura.

Dice Maurizio Bologna, presidente della cooperativa che raggruppa 250 soci: «Intanto c’è da dire che nella di quello che è stato fatto sarebbe stato possibile senza il lavoro in vigna dei nostri soci conferenti che ogni anno curano e coltivano uve di primissima qualità che, insieme alla professionalità del nostro staff di Cantina, ci permettono di ottenere vini di eccellenza. Il Centro Enoturistico, da parte sua, è stata la naturale e logica evoluzione di quello che la Cantina voleva diventare: un punto di riferimento per l’intera zona, sia in campo enologico sia turistico, storico e culturale».

Una vocazione, quella della cultura e dell’arte legate alla promozione del vino, che il Centro Enoturistico ha sposato in pieno. Lo conferma il direttore enologo, Enzo Gerbi: «Da un anno a questa parte abbiamo organizzato e allestito molti eventi e incontri, sia pubblici sia privati – dice e ricorda -. Abbiamo presentato nostri vini, per esempio il nostro Barbera d’Asti “Il Risveglio del Ceppo” e i nostri spumanti Marengo da uve Cortese e Perluna, rosato da uve Barbera. Abbiamo dimostrato come si possa fare economia circolare senza sprechi, rispettosa dell’ambiente, del paesaggio e sostenibile, utilizzando ogni aspetto della vite, oltre ai grappoli per il vino, producendo anche cosmetici e distillati, vini aromatizzati e complementi di arredamento quotidiano».

Cantina Sociale Barbera Sei Castelli – 6 giugno 2024 – © Vittorio Ubertone –
www.400asa.photo – www.saporidelpiemonte.net

Migliaia sono stati i visitatori che hanno ammirato le opere di Ezio Ferraris in visione nel museo L’Anima dl Vino e migliaia sono stati coloro che hanno assistito alla presentazione di libri, a forum su vari temi d’attualità enologici e vitivinicoli, ma anche economici e della società civile. Non sono mancati eventi musicali e cinematografici con la proiezione “sold out” di “Onde di Terra” il film del regista piemontese Andrea Icardi (a lui si devono molti dei video istituzionali della Cantina accompagnati dai testi scritti dal giornalista Filippo Larganà), che parla del Piemonte degli Anni Settanta e che ha come tema la cultura e la società contadina di quegli anni.

«Ma non è finita qui – assicura Gerbi -. Oggi, a un anno di distanza, continuiamo la nostra opera di divulgazione del nostro progetto Il Risveglio del Ceppo e ribadiamo la disponibilità del nostro Centro Enoturistico a ospitare eventi e iniziative, progetti e manifestazioni che abbiano a cuore il nostro territorio e il suo sviluppo come area a vocazione turistica e culturale». «Convinti come siamo – gli fa eco il presidente Bologna – che ognuno di noi può fare molto per la nostra terra, coltivando la vigna, leggendo un libro, vedendo un film, una mostra d’arte o brindando alla storia delle nostre colline con un calice dei nostri vini».

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