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Dai territori (vino). Ad Acqui Terme, il 12 settembre, convegno dell’Enoteca regionale su memoria, vitigni rari, futuro e biodiversità della vite

Che cosa saremmo senza memoria? E che cosa ne sarebbe di tutte le attività umane, viticoltura compresa, se non si ricordasse quello che si è fatto per poter programmare quello che ancora deve essere fatto?

Interrogativi non da poco a cui, in qualche modo, tenterà di rispondere il convegno che si svolgerà del 12 settembre, dalle 10,30, a Palazzo Robellini ad Acqui Terme e che ha come titolo “Vite e memoria: preservare il passato percoltivare il futuro”.

Lo organizza l’Enoteca regionale “Acqui Terme e Vino” di Acqui Terme di cui è presidente Annalisa Vittore (foto sopra). Spiega: «Il tema della memoria ci coinvolge tutti direttamente. È un argomento che non solo affascina dal punto di vista culturale e letterario – non a caso la nostra enoteca collabora con l’associazione Archicultura che proprio quest’anno, per l’apertura del suo concorso internazionale di poesia ha proposto un forum dedicato alla memoria come custode di tutte le cose -, ma rappresenta anche un preziosissimo strumento per costruire un futuro più consono, consapevole, sostenibile e giusto, anche – e direi soprattutto – per la viticoltura e per il vino che tanto hanno a che fare con l’ambiente, la natura e il nostro habitat, così travagliato da tanti fattori tra cui il cambiamento climatico, con gli effetti devastanti che stiamo purtroppo sperimentando».

«L’incontro rappresenta un momento fondamentale e di sintesi nell’ambito del nostro progetto denominato “L’altro Piemonte nel calice”inserito all’interno del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte 2023 – 2027 SRG07.1 – Cooperazione per i sistemi del cibo, filiere e mercati locali» chiarisce Alessio Lo Sardo (foto sotto), direttore dell’Enoteca regionale acquese e responsabile del progetto che aggiunge: «Nel corso dell’incontro del 12 settembre metteremo sotto la lente il ruolo sempre più determinante e strategico dei vitigni definiti minori e rari, che rappresentano risorse prezioseper la tutela della biodiversità, l’identità del territorio viticolo piemontese e importanti strumenti da poter utilizzare in un’ottica climaticamente molto incerta».

Al convengo sono attesi, nel ruolo di relatori, autorevoli esperti di ampelografia e ricerca viticola attivamente impegnati nel campo della tutela dei vitigni rari e minori. Tra loro Maurizio Petrozziello e Silvia Motta, ricercatori del Crea-Ve, il Consiglio per la Ricerca di Agricoltura e l’analisi dell’Economia agraria, sede di Asti, che parleranno di vitigni rari e resilienti.

Attesi anche i contributi di figure istituzionali e di categoria, come Marco Protopapa, acquese, consigliere regionale e già assessore all’Agricoltura per la Regione Piemonte; e Davide Viglino, direttore della Vignaioli Piemontesi.

A conclusione del Convegno seguirà un brindisi nei locali dell’Enoteca regionale con i vini delle aziende che hanno aderito al progetto. La giornata proseguirà nel pomeriggio con una masterclass aperta al pubblico presso l’enoteca e, all’interno del cortile di Palazzo Levi, con la degustazione dei vini delle aziende partner

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