
I dazi USA fanno paura. Il Governo prova a fare il pompiere e media con la categoria. La nota del Ministero dà conto della riunione di oggi tra il Governo e il mondo del vino. Ognuno tragga le proprie conclusioni.
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Si è svolto oggi a Palazzo Chigi il Tavolo del vino, convocato dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. All’incontro, che si è concluso con l’intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno partecipato anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, il Presidente di ICE, Matteo Zoppas e il Presidente di Verona Fiere, Federico Bricolo.
Ecco quando avrebbe dichiarato Meloni secondo l’Ansa: «Sono sempre stata convinta che noi dovessimo fare del nostro meglio per arrivare ad un accordo quadro, ad una cornice entro la quale giocare alcune partite su alcuni settori, su alcune filiere, spiegando ai nostri amici e alleati americani che c’è una serie di prodotti che difficilmente possono essere rimpiazzati da produzioni nazionali. Questo vale molto per alcuni prodotti italiani, anche per quello del vino”.
L’obiettivo dell’incontro, come ha evidenziato il Ministro Lollobrigida in apertura, è stato quello di rispondere in maniera puntuale alle richieste sollevate dalla filiera vitivinicola e di affrontare le questioni che riguardano il settore.
Un tavolo di ascolto, in cui le rappresentanze della filiera del vino e le associazioni di categoria hanno apprezzato all’unanimità l’operato del Governo in questi anni e hanno espresso preoccupazioni per la tendenza alla criminalizzazione del vino, spesso associato all’abuso in modo semplicistico, e per le pressioni sui mercati esteri per effetto delle tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti.
“Il Governo intende continuare a sostenere in maniera concreta un settore fondamentale per l’economia italiana e che non possiamo permetterci di disperdere. L’Italia è leader mondiale nella produzione di vino e ha raggiunto nel 2024 la cifra record di 8,1 miliardi di euro nell’export, con un incremento del 5,5% rispetto al 2023. Un traguardo straordinario che dimostra la forza, la qualità e la competitività del vino italiano”, ha sottolineato il ministro Lollobrigida nel corso dell’incontro. “Con ColtivaItalia il Governo ha messo in campo un miliardo per rafforzare l’autonomia produttiva dell’agricoltura italiana e sostenere in modo strutturale settori chiave come quello del vino. Siamo determinati a difendere le nostre eccellenze a fianco dei produttori che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica dell’intera Nazione”, ha concluso.
Intanto anche Vinitaly, la più importante fiera internazionale del vino in Italia, ha diffuso una nota sull’incontro. Eccola.
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«Vinitaly è da sempre uno strumento al servizio delle imprese, delle istituzioni e, oggi più che mai, vuole rafforzare la propria azione a sostegno del sistema vitivinicolo del Paese. Insieme possiamo affrontare le molte sfide attuali, non ultima quella dei dazi negli Stati Uniti, un mercato strategico che dobbiamo difendere». Così il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, intervenuto oggi al tavolo tecnico di filiera convocato a Palazzo Chigi per affrontare, tra gli altri temi, l’impatto delle nuove tariffe doganali al 15% sul vino italiano, in vigore dal 7 agosto.
«Ringrazio la premier Meloni, i ministri Lollobrigida e Urso, e il sottosegretario Gemmato, per la grande attenzione dimostrata a questo tavolo di ascolto al quale è stato invitato anche Vinitaly – ha detto Bricolo –. La nostra partecipazione testimonia come la promozione del vino all’estero non possa prescindere da una visione corale, in grado di unire imprese, consorzi, associazioni e istituzioni. In questo scenario servono massa critica, visione strategica e coordinamento per affrontare l’impatto dei dazi senza disperdere risorse o opportunità. Vinitaly è pronto a fare la sua parte, al fianco delle aziende e delle politiche nazionali, per difendere un mercato – quello americano – che con 1,9 miliardi di euro in valore nel 2024, vale da solo quasi un quarto dell’intero export vinicolo italiano».
Da sempre la missione di Vinitaly è promuovere business e cultura del vino italiano all’estero, in collaborazione con ICE-Agenzia, sistema camerale e diplomatico. Con eventi in mercati strategici – come la seconda edizione di Vinitaly.USA a Chicago (5-6 ottobre) e il ritorno in India a gennaio 2026, oltre agli appuntamenti consolidati in Cina per l’Asia e in Brasile per il Mercosur –, la fiera si conferma così uno strumento di politica industriale e commerciale.
«L’urgenza di tutelare uno dei principali simboli del made in Italy impone risposte coordinate e gli interventi fatti da tutti i presenti oggi al tavolo del vino, richiesto dal ministro Lollobrigida al quale va il merito di averlo organizzato in tempi molto rapidi, dimostrano una voglia di procedere uniti in questa direzione. – ha concluso Bricolo – Dalla necessità di rafforzare la promozione nei mercati maturi ed emergenti, alla difesa del valore culturale del vino contro pregiudizi e disinformazione: in questo contesto, Vinitaly rappresenta la piattaforma comune per dare voce e forza al nostro vino nel mondo».