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Echi dalle vigne. Si apre con l’Alta Langa: vendemmia in ordine sparso. Grappoli sani, ma, in alcun casi, “asciugati” dal caldo. L’incognita dei volumi e gli accenni al moscato bianco, ancora da raccogliere

Sul web già circolano immagini di cassette colme di grappoli, soprattutto pinot nero per fare basi da spumanti, Alta Langa docg. È il caso di Duchessa Lia (Gruppo Capetta) che ha postato sui suoi canali social foto (da cui è tratta la copertina di questo articolo) e video sulla vendemmia del pinot nero (guarda qui), confermando la splendida sanità delle uve che sono maturate alle temperature torride di queste settimane.

Ora, però, è davvero alle porte il “grosso” della vendemmia 2026, con il proseguo del pinot nero, ma anche chardonnay e soprattutto moscato bianco da Asti Spumante e Moscato d’Asti e Brachetto per Brachetto d’Acqui. Per la raccolta della barbera, a meno di imprevisti, bisognerà aspettare almeno settembre.

Tra le aziende storiche che producono Alta Langa c’è la Bosca di Canelli condotta da Pia, Polina e Luigi Bosca. Un brand famigliare che va avanti dal 1831 e che ha fatto la storia dell’imprenditoria italiana in tema di vini e spumanti con le sue Cantine, scavate nel sottosuolo della città astihiana che dal 2014 sono Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

Per quanto riguarda le prime operazioni di raccolta ecco il report che a SdP ha fatto Pia Bosca: «In alcune zone la vendemmia, di pinot nero principalmente, è già iniziata tra il 5 e 6 agosto. Tuttavia i nostri campionamenti ci confermano che riusciremo a iniziare la raccolta da lunedì 10. Cominceremo con il pinot e a seguire subito con lo chardonnay, sempre per base Alta Langa o comunque base spumante». Sullo stato dei grappoli le notizie che fornisce Pia Bosca sono positive: Le uve sono sane, l’acidità al momento è ancora molto buona e speriamo di mantenerla fino a lunedì». E il meteo? «Un piccolo temporale sarebbe positivo, ma le previsioni non ci fanno pensare che succederà».

A Valdivilla di Santo Stefano Belbo, una delle “colline dei mari del Sud” cantate dallo scrittore e poeta Cesare Pavese che a Santo Stefano è nato, c’è la Bosio Family Estates, impresa famigliare condotta dalla famiglia Bosio, Valter e la mglie Rosella con, al timone, Luca Bosio, giovane enologo che ha saputo imprimere all’azienda una svolta commerciale e produttori originale con prodotti tradizionali e classici, dal Moscato d’Asti all’Asti Spumante al Barolo al Barbaresco alla Barbera d’Asti, all’Alta Langa, ma nello stesso tempo con attenzione ai nuovi gusti e tendenze del bere. Anche la vendemmia Bosio comincerà dalle vasi per Alta Langa. DIce Luca: «Le uve dei nostri vigneti della zona di Vesime le comiceremo a pigiare dopo il 15 agosto. Dopo il 20 sarà la volta del moscato bianco. L’uva è molto sana. Grappoli “leggeri”? Credo convenga aspettare i primi carichi in Cantina, allora sapremo se sarà una raccolta leggera o pesante». Quindi una battuta sulla novità dell’anno, l’Asti Spumante Rosé che BFE ha prodotto già da aprile: «Commercialmente non abbiamo avuto riscontri eclatanti. Per noi l’Asti rosato è un tassello nella nostra gamma di vini, tuttavia il fatto che ci siano grandi player che hanno giù prodotto o lo faranno a breve le bollicine rosate da moscato bianco e brachetto, è un segnale molto positivo, che per l’Asti Secco non c’era stato».

Giovanni Bosca, al timone della Tosti1820, altra azienda spumantiera storica di Canelli, conferma la vendemmia di pinot nero e chardonnay a “macchia di leopardo”. Dice: «Nelle zone più precoci si è già cominciato. Noi lo faremo dopo il 15 agosto, probabilmente verso il 17. S’inizierà, come di consueto, col pinot nero e poi con il chardonnay per proseguire con il moscato bianco». Anche i suoi rapporti dalle vigne parlano di uva sane che è uno dei pochi effetti positivi della mancanza di precipitazioni, «Ci vorrebbe una pioggia “ragionata” non con fenomeni estremi che potrebbero complicare tutto». Tra gli effetti negativi della siccità c’è anche la “leggerezza” dell’uva. Giovanni Bosca conferma: «Ci sono piante con grappoli piccoli e acini contenuti», ma a chi dice che potrebbe esserci mancanza di prodotto risponde così: «Non credo. Potrebbe essere che l’annata si sia autoregolata. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando avere il prodotto necessario e sufficiente potrebbe essere quello di cui abbiamo bisogno».

Gianmario Cerutti, oltre a essere vicepresidente del Consorzio Alta Langa, presidente dell’associazione del Canelli docg e nel CDA del Consorzio Barbera d’Asti, è l’enogo della Coppo di Canelli, altra Cantina Unesco. Anche per quest’azienda l’Alta Langa significa pinot nero e chardonnay con una particolarità, lo chardonnay oltre a essere base per il Metodo Classico è anche usato per base vino, Monteriolo è lo Chardonnay pluripremiato di Coppo. Dice Cerutti: «Per il pinot nero abbiamo cominciato il 5 agosto. È stata una scelta aziendale netta a cui seguirà la raccolta dello chardonnay per spumanti e subito dopo quello per vino a cui, credo, si affiancherà anche la vendemmia dei primo grappoli di moscato bianco, presumibilmente verso il 20 agosto». Qualità? «Assoluta». E i volumi: «Dipende dalle zone. Alcune hanno beneficiato delle piogge di maggio, altre hanno sofferto, ma la quanità delle uve si vedrà, come sempre, in Cantina».

Proprio nel centro dell’abitato di Santo Stefano Belbo c’è Marcalberto, piccola Cantina gioiello condotta dalla famiglia Cane, Piero, già enologo con una lunga carriera per la Gancia di Canelli, la moglie Marina e i loro figli, Marco e Alberto (da lì il nome della Cantina). Oggi, 7 agosto, tutti sono alle prese con la pigiatura del pinot nero e dello chardonnay con una pressa francese “marmonnier” molto utilizzata in Francia soprattutto dalle piccole maison, «si tratta del primo e unico esemplare presente tutt’ora in Italia» dicono a Marcalberto. Pinot nero e chardonnay serviranno per gli spumanti brut Marcalberto, compresa l’Alta Langa. Dice Piero Cane: «Noi abbiamo cominciato a raccogliere il 5 agosto. Mai come quest’anno bisogna stare vicino alla vigna e capire quando è il momento giusto per portare le uve in Cantina. Del resto in Champagne fissano date diverse a seconda di zone e Comuni». Per quanto riguarda sanità e qualità delle uve l’enologo non ha dubbi: «Sarà una splendida annata soprattutto per chi ha lavorato bene in vigna. L’uva di questa vendemmia è stata salvata dalle piogge primaverili, ma in alcune posizioni ha comunque sofferto la sicittà e i volumi sono ridotti. Parlo del pinot nero e dello chardonnay, ma anche del moscato bianco (Marcalberto è tra le poche Cantine a produrre un Asti Spumante Metodo Classico, cioè con la fermentazione in bottiglia, come l’Alta Langa brut ndr) che in alcuni casi risulta davvero molto asciugato e, a mio parere, andrebbe vendemmiato subito».

fi.l.

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