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Economia globale. Da oggi, primo maggio 2026, entra in vigore (provvisoriamente) il Mercosur, accordo di libero scambio commerciale tra UE e alcuni Stati del Sudamerica. Converrà?

È una bella coincidenza che il Mercosur, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercado comun del sur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), entri in vigore, sia pure provvisoriamente, il giorno in cui in Italia si celebra la Festa del Lavoro e dei lavoratori. Porterà bene? Chissà. Intanto l’intesa, definita storica e che cancella super-dazi su molti prodotti, in Sud America è salutata in modo molto positivo, mentre in ambito UE, accanto a chi considera l’accordo come un’occasione di apertura verso nuovi mercati, c’è chi avanza perplessità soprattutto sul pericolo che queste aperture commerciali possano creare concorrenze ai prodotti europei, soprattutto a quelli agroalimentari. Una posizione comprensibile, ma che in qualche modo rischia di scivolare nel protezionismo. Detto questo vediamo che cosa prevede il Mercosur e quali potenzialità ha.

UE-Mercosur, l’accordo in cifre: chi guadagna cosa

L’intesa tra l’Unione Europea e il blocco sudamericano del Mercosur, che entra in vigore in forma provvisoria, interessa 720 milioni di persone e un’area economica che vale il 20% del Pil mondiale. Sul fronte della tutela alimentare, l’accordo protegge 340 indicazioni geografiche europee, di cui 57 italiane.

Il cuore dell’intesa è commerciale: la progressiva eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni europee verso il Mercosur e sul 95% di quelle sudamericane verso l’Europa.

Due prospettive, un solo accordo

Visto da Buenos Aires, Brasilia o Montevideo, il vantaggio principale è l’accesso al mercato europeo per i prodotti agricoli. Carne bovina, pollame e zucchero — le voci di esportazione più rilevanti per i paesi del blocco — beneficeranno di contingenti esenti da dazi e di significative riduzioni tariffarie.

Visto da Bruxelles, la posta in gioco è diversa: aprire i mercati sudamericani alle esportazioni industriali e di consumo europee, oggi penalizzate da barriere tariffarie molto elevate. Il Mercosur applica attualmente dazi del 35% sulle automobili, tra il 14 e il 18% sui ricambi, del 35% su abbigliamento e calzature in pelle, fino al 18% su prodotti chimici e farmaceutici. Dazi destinati a scendere, progressivamente, fino ad azzerarsi sulle categorie coperte dall’accordo.

E il Piemonte?
C’è da dire che le anime piemontesi sono divise. Da una parte l’industria che guarda all’accordo di libero scambio come un’opportunità importante, anche in alternativa alle politiche di dazi degli USA che hanno depresso quel mercato. Dall’altro lato alcune organizzazioni agricole vedono nell’intesa pericoli per filiere strategiche per il Piemonte, come il vino o la carne con timori condivisi anche dai francesi che, però, hanno accordi proprio in Piemonte, vedi l’intesa tra allevatori d’Oltralpe e piemontesi per la razza Blonde d’Aquitaine. Un fatto è certo: la produzione europea, e italiana in particolare, ha bisogno di una scossa e di nuovi mercati su cui muoversi, anche a costo di cedere posizioni di privilegio commerciale che oggi appaiono sempre più antistoriche e commercialmente non più sostenibili. Il settore dell’automotive insegna molto in questo senso.

fi.l.


Per saperne di più:
https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur/eu-mercosur-agreement_en

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/30/in-vigore-lintesa-ue-mercosur-via-i-dazi-al-90-dellexport-europeo_c0aab5f9-b66e-42dc-a10f-79b77d5d500b.html

https://www.msn.com/it-it/politica/relazioni-internazionali/accordo-ue-mercosur-il-1-maggio-il-via-provvisorio-ma-anche-il-sudamerica-litiga-per-le-quote/ar-AA2295cn

Anche i francesi sul Mercosur hanno dubbi:
https://www.lemonde.fr/les-decodeurs/article/2026/05/01/l-accord-ue-mercosur-entre-en-vigueur-cinq-questions-pour-comprendre-ou-on-en-est_6661184_4355771.html

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