
L’evento “Brachetto d’Acqui & Desserts, the perfect pairing” (Il Brachetto d’Acqui e i dolci – l’abbinamento perfetto)”, svoltosi a Copenaghen ieri (2 febbraio), ha rappresentato un momento di grande valore strategico e simbolico per il Consorzio Vini d’Acqui, che ha portato in Danimarca una delle espressioni più identitarie del Piemonte vitivinicolo.
«In una città attenta alle tendenze gastronomiche, alla qualità delle materie prime e alla sperimentazione, il Brachetto d’Acqui DOCG ha trovato un pubblico curioso, competente e fortemente ricettivo» ha detto Paola Baldi responsabile per il Consorzio Vini d’Acqui.
L’iniziativa, organizzata in una delle più importanti scuole di “arte bianca” danesi, la Cph Cooking Class e con la collaborazione della sommelier torinese Martina Doglio Cotto, ha coinvolto pasticceri artigianali, professionisti del settore dolciario e rappresentanti di importanti catene di bakery danesi, oltre a giornalisti e comunicatori (in tutto una quarantina di operatori), creando un dialogo diretto tra il vino e il mondo della pasticceria nordica presentata insieme a qualche dolce tradizionale italiano.
Il Brachetto d’Acqui è stato presentato non solo come vino da fine pasto, ma anche come ingrediente culturale capace di accompagnare, valorizzare e ispirare nuove interpretazioni dolciarie. Degustazioni guidate, abbinamenti mirati e momenti di confronto hanno permesso di raccontare l’unicità di un vino aromatico, elegante e profondamente legato al suo territorio.
Il Consorzio Vini d’Acqui, presieduto da Paolo Ricagno, ha scelto Copenaghen per la sua apertura verso prodotti autentici e storie vere, dimostrato anche dal fatto che la Danimarca, dopo l’Italia, è il mercato europeo più importante per il Brachetto d’Acqui (50 mila bottiglie l’anno), trovando riscontri che hanno superato le aspettative. L’interesse dimostrato dai professionisti danesi si è tradotto in domande concrete, richieste di approfondimento e prime ipotesi di collaborazione futura.
«Portare il Brachetto d’Acqui a Copenaghen – ha dichiarato Paolo Ricagno – significa parlare a un pubblico che sa ascoltare e che ama costruire valore attraverso la qualità. Abbiamo percepito attenzione, rispetto e un entusiasmo sincero. È la conferma che questo vino, così legato alle nostre colline, ha un linguaggio universale quando viene raccontato con coerenza e passione».
Insomma la manifestazione in Danimarca sembra abbia rafforzato il posizionamento del Brachetto d’Acqui nei mercati del Nord Europa e aperto nuove prospettive di promozione mirata. «L’esperienza di Copenaghen – si afferma dal Consorzio Vini d’Acqui – dimostra che il dialogo tra vino e alta pasticceria è una chiave efficace per valorizzare le nostre denominazioni. Il successo riscontrato ci spinge a progettare già per il prossimo anno eventi analoghi in contesti internazionali, continuando a investire su qualità, formazione e relazioni».
“Il Brachetto d’Acqui e i dolci”, dunque, non è stato solo un evento promozionale, ma un incontro tra culture gastronomiche, un racconto condiviso che ha saputo unire territorio, tradizione e visione futura, confermando il ruolo del Consorzio come ambasciatore consapevole di un patrimonio unico.






