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Evento. Quando il Roero sale in cattedra. Nel Castello dei Malabaila a Canale la storia rievoca vino e cucina (ma anche il contrario) da sette secoli

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Mettete una sera d’inizio estate nel cuore del Roero, una delle patrie vitivinicole del Piemonte divisa tra i grappoli rossi del nebbiolo e quelli dorati dell’arneis. Mettete un’antica fortezza al centro di un piccolo borgo, armigeri al grande portale d’ingresso, dame eleganti che vi accolgono nel cortile che introduce a un parco meraviglioso. Mettete un falconiere che delizia gli ospiti con le evoluzioni del suo falco che emette grida acute. Mettete sale e saloni che trasudano storia allestiti per ospitare una cena che racconti le gesta di un’antica famiglia piemontese e insieme i vini che quella famiglia produce dal 1362. Favola? È accaduto davvero, l’altra sera a Canale (Cuneo) a due passi dalle Langhe e dal Monferrato, una terra di mezzo, il Roero, che di mezzo non è, semmai è fulcro di comunità che seppero e sanno difendere la propria identità.
Tra questi i Malabaila che qui fanno vino da sette secoli. Roba da fare invidia a francesi e toscani.
Eppure è così. L’azienda la trovate qui. “Frontwoman” della maison è Lucrezia Carrega Malabaila, giovanissima determinata donna del vino che insieme alla sua famiglia e ai sommelier Paolo Poncino, Martina Doglio Cotto e a un’agguerrita brigata Ais, ha organizzato, nel maniero una cena originale tra vino, cibo e storia. Qui i piatti, ispirati ai periodi storici, sono stati abbinati ai vini della Casa vinicola roerina e al racconto di vicende famigliari dei Malabaila intrecciate con quelle dell’Europa nei secoli. Una sorta di viaggio nel tempo tra fatti d’arme e strategie politiche, matrimoni e guerre di potere. Serata riuscita, senza dubbio, con il sospetto e la speranza che non sia la sola. Forse in futuro la fortezza dei Malabaila ospiterà anche “forestieri” per tenzoni da combattere a colpi di calici, l’unica modo intelligente di guerreggiare.

F.L.

 

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