Vito Intini, milanese, dirigente industriale di 57 anni, è il nuovo presidente nazionale dell’Onav. Il primo non astigiano dopo 63 anni di vita dell’associazione nata proprio ad Asti.Lo abbiamo saputo dalle cronache di questi giorni e dal comunicato stampa ufficiale che ci è stato recapitato oggi.

Dalla nota si evince che secondo che “Intini succede al Cav. di Gran Croce Lorenzo Marinello che aveva a sua volta preso il posto del dimissionario prof. Giorgio Calabrese alla fine dello scorso mese di Settembre”, e che resterà in carica per quattro anni, come da statuto “recentemente modificato”.
Ad Asti l’Onav ha eletto il nuovo Consiglio Nazionale che risulta così composto: Vito Intini (Milano), Lorenzo Marinello (Alessandria), Giovanni Giardina (Palermo), Fabio Finazzi (Brescia), Walter Polese (Bergamo), Teresa Bordin (Milano), Mario Redoglia (Asti), Alessandra Ruggi (Siena), Ezio Alini (Torino), Cristina Battorti (Vicenza), Pia Donata Berlucchi (Brescia), Gianluigi Corona (Alessandria), Giuseppe Meglioli (Reggio Emilia) e Pasquale Porcelli (Bari). Del Consiglio fa parte anche, come membro di diritto, il presidente della Camera di Commercio di Asti, Mario Sacco.
Nella stessa occasione eletti anche i componenti del nuovo Collegio dei Probiviri. Questi loro nomi: Giulio Liut, Teresa Gasbarro e Giuliano Vergani (membri effettivi), Jacopo Gendre e Attilio Carosso (membri supplenti)
Il nuovo Consiglio Nazionale, riunitosi subito dopo la sua elezione, ha poi provveduto alla nomina delle massime cariche nazionali dell’Organizzazione. Come già accennato, alla carica di presidente nazionale è stato chiamato Vito Intini. Lorenzo Marinello assume la carica di pro presidente nazionale, mentre i vice presidenti sono Maria Pia Berlucchi e Gianni Giardina. Tesoriere è stato nominato Ezio Alini.
Intini ha anche illustrato il suo programma assicurandosi di garantire la leadership dell’Astigiano, culla dell’Onav, ma nello stesso tempo elencando una serie di buoni propositi: dal miglioramento della comunicazione esterna al potenziamento dei corsi, dall’alleanza con associazioni come Fisar, Ais e Assoenologi alla creazione di una cantina nazionale dell’Onav (ma davvero se ne sente il bisogno?) fino alla volontà di valorizzare l’immagine dell’associazione.
C’è da dire che il passaggio di consegne ai vertici dell’Onav proprio indolore non è stato. Qualche mese da Giorgio Calabrese, il nutrizionista astigiano amico di Bruno Vespa, aveva dato le dimissioni in polemiche con chi avrebbe voluto, a suo dire, prendere il controllo dell’associazione esautorando gli astigiani, tanto che al quotidiano La Stampa aveva dichiarato: «L’Onav è nata ad Asti nel 1951 per iniziativa della Camera di Commercio. Oggi ci sono una serie di manovre, subdole e poco chiare, da parte della Lombardia per trasferire la sede a Milano, approfittando del riordino delle Camere di commercio e della soppressione di quella astigiana dove l’Onav ha la sede principale».
Ipotesi che Intini si è subito premurato di smentire assicurando sinergie con la Camera di Commercio astigiana e ribadendo che Asti resterà sede principale dell’Onav. Lo ha detto dopo l’elezione a cui sembra sia seguito un tradizionale brindisi. Consiglieri e neo presidente hanno alzato il calice e si sono augurati buon lavoro.
Ma cosa c’era dentro i calici? Un buon spumante italiano, verrebbe da dire, se non fosse che qualcuno assicura si sia stappato un magnum di… Champagne. Altri garantiscono si sia trattato di bollicine italiane. Tra gli onavisti, del resto, ci sono anche produttori eccelsi di bollicine italiane e va da sé che un Franciacorta, un Trento, un Cartizze, un Valdobbiadene, magari, per far contenti gli astigiani, anche un Alta Langa o un Asti docg, certo non sarebbero mancati. Perché, dunque, brindare con un vino francese rischiando l’eno-gaffe? Già, perché? In mancanza di documentazioni fotografiche e/o testimoniali resta il mistero, un piccolo giallo, che magari lo stesso presidente Intini potrebbe svelare.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)