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Intervento. L’Associazione Comuni del Moscato d’Asti lancia un appello per anticipare la vendemmia. Intanto continua la sperimentazione delle reti ombreggianti

Preoccupata per il clima torrido degli ultimi giorni l’Associazione Comuni del Moscato, che raggruppa sindaci e amministratori pubblici dei 51 Comuni della zona di produzione delle uve moscato bianco, destinate a Asti Spumante e Moscato d’Asti, lancia un appello affinché, dove è possibile, siano anticipate le operazioni vendemmiali. Ecco il testo della nota inviata pochi minuti fa ai media.

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In seguito ai rilievi compiuti in vigna nelle ultime ore, l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti raccoglie le istanze dei viticoltori e si appella ai vinificatori affinché vengano prese misure urgenti attraverso un tempestivo e rapido inizio delle operazioni di vendemmia. La situazione climatica attuale, con alte temperature e assenze di pioggia ormai da settimane, ha portato a un’anticipazione della maturazione mai vista prima per la nostra uva Moscato, con grande stress idrico nei vigneti. Vista la già precaria situazione di reddito che attanaglia il comparto, è espressamente richiesto di non tardare un giorno in più per aprire le cantine ai conferenti. Questo non è soltanto un appello ma un grido di dolore che si alza dalle colline del Moscato d’Asti.

Intanto prosegue la ricerca sulla resilienza e la resistenza dei vigneti. Fondazione Agrion, l’ente di sperimentazione della Regione Piemonte, in collaborazione con l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti e i produttori dei Sorí Eroici, anche in quest’estate ha proseguito la sperimentazione con il caolino, le reti ombreggianti e l’ossido di calcio come fotoprotettori e termoregolatori della chioma dei vigneti, particolarmente colpiti in questo periodo torrido. La ricerca è finanziata da Banca d’Alba e i risultati verranno presentati nei prossimi mesi.

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