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Intervento. Ricagno (Consorzio Brachetto) lancia l’allarme: «Maltempo, crisi e mercato del lavoro minacciano il mondo del vino piemontese. Vignaioli e industrie si parlino per decidere che fare»
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Intervento. Ricagno (Consorzio Brachetto) lancia l’allarme: «Maltempo, crisi e mercato del lavoro minacciano il mondo del vino piemontese. Vignaioli e industrie si parlino per decidere che fare»

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Anni fa aveva lanciato l’idea degli Stati Generali del Vino piemontese, ma al di là di qualche cena tra eno imprenditori, niente era stato deciso e nulla eracambiato. Oggi, complici i giorni di maltempo che hanno caratterizzato questo primo scorcio di fine primavera e inizio estate con piogge continue e temperature autunnali precipitate anche di dieci gradi rispetto alla norma, Paolo Ricagno, presidente del Consorzio del Brachetto e con alle spalle altre presidenze di rilievo (Consorzio dell’Asti, della Barbera e di Assomoscato) lancia il suo forte allarme: «Il maltempo sta mettendo a rischio la vendemmia 2018 – sostiene -. La quantità di uva potrebbe essere compromessa e gli effetti sarebbero devastanti per il reddito dei vignaioli e anche per il futuro delle Cantine sociali».
Ricagno parla anche della forza lavoro delle vigne, di professionalità che migrano verso altri settori che forniscono salari più alti, del fatto che servirebbe più comunicazione tra le parti che governano il comparto del vino piemontese, dalle istituzioni ai Consorzi, dai vignaioli alle industrie passando per le cooperative. «Serve una programmazione chiara e avveduta – dice -. Oggi non mi pare che non ci sia – sostiene e aggiunge -. Le remunerazioni delle uve non possono essere considerate sufficienti per sostenere in modo dignitoso chi lavora in vigna. Bisogna rimodulare costi di produzione, rese per ettaro e prezzi finali per dare continuità alla filiera, stabilità ai vari segmenti che la compongono e soprattutto fornire prospettive positive e ottimistiche».
Per Ricagno lo strumento per arrivare a queste soluzioni è il dialogo tra i vari attori del settore vino. Torna, in qualche modo, l’idea di confrontarsi per progettare lo sviluppo e controllare le crisi, del clima e del mercato. Basterà? «Intanto bisognerebbe prendere consapevolezza di quello che sta accadendo» esorta Ricagno che lancia il suo allarme anche nella video intervista che pubblichiamo qui. Buona visione.

fi.la.

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